(Adnkronos) – Un possibile accordo di pace per mettere fine alla guerra in Ucraina, ma con implicazioni che potrebbero andare ben oltre il conflitto tra Mosca e Kiev e ridisegnare gli equilibri di sicurezza dell’intera Europa. Donald Trump rilancia la prospettiva di una grande intesa internazionale, mentre gli Stati Uniti preparano un nuovo round di negoziati trilaterali con Ucraina e Russia, in programma ad Abu Dhabi il 10 e 11 novembre. Sul fronte interno, intanto, Volodymyr Zelensky apre alla possibilità di organizzare elezioni online per garantire anche ai militari al fronte il diritto di voto.
“Ci sarà un accordo. Sarà un grande accordo e coinvolgerà qualcosa di più dell’Ucraina… Potrei persino dire che potrebbe coinvolgere tutta l’Europa. Sarà un accordo grande e magnifico, e tutti ne saranno entusiasti”, ha dichiarato Trump parlando con i giornalisti nello Studio Ovale, lasciando intendere che l’obiettivo della sua amministrazione non sia soltanto fermare la guerra, ma costruire un’intesa più ampia sulla sicurezza internazionale ed europea.
Secondo quanto ha confermato Jared Kushner in un post su X, gli Usa convocheranno il 10 e 11 novrembre ad Abu Dhabi i primi colloqui trilaterali da febbraio. La preparazione del vertice è stata preceduta da una serie di incontri a Bruxelles tra i rappresentanti statunitensi, l’Ucraina, la Nato e i partner europei. Kushner ha definito i colloqui “produttivi e sostanziali”, sottolineando l’importanza di affrontare due questioni “essenziali e interconnesse” per arrivare a una pace duratura: le garanzie di sicurezza per l’Ucraina e la definizione di una più ampia architettura di sicurezza europea.
“Ci consulteremo intensamente con i nostri partner europei a margine (della riunione trilaterale) e, se saranno fatti progressi, punteremo ad avanzare verso un formato multilaterale più esteso, con la loro partecipazione diretta”, ha scritto l’inviato speciale della Casa Bianca nel lungo post in cui anticipa anche che “stiamo lavorando su cinque obiettivi principali: consultazioni permanenti sulla sicurezza, comunicazione affidabile per situazioni di crisi, maggiore trasparenza militare, misure reciproche per ridurre i rischi di escalation, e un quadro duraturo per la stabilità e la sicurezza europea a lungo termine”.
“Le parti coinvolte mantengono il loro impegno intenso nei preparativi per negoziati sostanziali e produttivi”, ha garantito, precisando che “qualsiasi sarà l’accordo raggiunto, dovrà rispettare la sovranità, l’integrità territoriale e la capacità di decidere in modo indipendente, di ogni nazione” e che “ogni Paese manterrà autorità sulla sua sicurezza e sulle sue alleanze e nessun Paese avrà diritto di veto sulle scelte sovrane degli altri”. “La Nato rimarrà centrale per la difesa collettiva europea: questa iniziativa avrà come fondamento istituzioni e impegni esistenti”.
“Proseguiranno le consultazioni nel formato Shell Bay (Nato, Unione europea, Ucraina, Stati Uniti e alcuni Paesi europei, il formato dei negoziati che si sono svolti il mese scorso a Miami, ndr) per estendere gli impegni e fare in modo che si tenga conto di tutte le prospettive e idee importanti. Nel quadro di negoziati di pace, ci impegneremo anche con la Russia”, ha aggiunto Kushner, ricordando che “per oltre 30 anni, Europa e Stati Uniti hanno faticato a stabilire un quadro di sicurezza sostenibile”.
La Russia non ha ricevuto proposte su garanzie di sicurezza per tutti i Paesi coinvolti nel conflitto in Ucraina da parte dei Paesi europei, ha stigmatizzato il portavoce del Cremlino. “Non ci è arrivato nulla e non siamo al corrente di nulla” in arrivo dagli Europei, ha sottolineato.
Parallelamente agli sviluppi diplomatici, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha aperto alla possibilità di organizzare elezioni online nel Paese, una soluzione che potrebbe consentire anche ai militari impegnati al fronte di partecipare al voto.
In un’intervista al canale televisivo tedesco ZDF, il capo dello Stato ha sottolineato le difficoltà di organizzare consultazioni elettorali durante la guerra, evidenziando soprattutto la necessità di garantire il diritto di voto a chi sta combattendo per difendere il Paese.
“Tutte le professioni sono importanti, ma in tempo di guerra quella del soldato è la più importante, perché i soldati rischiano la vita. E consentire le elezioni ma non permettere ai soldati di votare è ingiusto. È ingiusto al 100%. Possiamo pensare alle elezioni online. Potrebbe essere una soluzione realistica, ma poi il parlamento dovrà cercare e trovare una soluzione”.
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