Midterm, Bassetti e Pregliasco: “Voto Usa è sconfitta per Trump e anti-scienza”

Il risultato delle elezioni di midterm negli Stati Uniti è stato interpretato da Matteo Bassetti e Fabrizio Pregliasco come una battuta d’arresto per le posizioni anti‐scienza e no‐vax. Secondo i due esperti, il voto va oltre la semplice contesa politica: rappresenta una forte risposta degli elettori contro la disinformazione e contro chi ha fatto della sfiducia nella scienza una linea politica. Per Bassetti, professore di malattie infettive all’università di Genova, il messaggio americano è significativo anche per altri Paesi, Italia inclusa: il progresso scientifico e la tutela della salute pubblica devono essere difesi e non lasciati all’interpretazione ideologica.

In un post su X, l’infettivologo invita il mondo moderato, democratico e orientato alla scienza a farsi sentire e a non lasciare il futuro politico a forze che promuovono posizioni oscurantiste. Il dibattito emerso con il voto riguarda non solo gli equilibri parlamentari, ma anche il rapporto tra democrazia, diritti civili, conoscenza e scienza. Bassetti osserva che in Italia l’antiscienza ha ripreso spazio anche a livello istituzionale: il reintegro di sanitari non vaccinati, la cancellazione di sanzioni per chi rifiutò il vaccino e le polemiche sulle nomine in ambito sanitario sono, secondo lui, segnali preoccupanti.

Il direttore della Clinica di Malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova sottolinea la necessità di una scelta collettiva su quale società costruire: una che investe in ricerca, istruzione, libertà, diritti civili e pensiero critico, oppure una che lascia spazio a paure, complottismi e arretramenti culturali. Per Bassetti, la scienza non è un’opinione politica e la salute pubblica non dovrebbe essere usata come strumento di propaganda; allontanarsene finisce per avere conseguenze concrete.

Per il virologo Fabrizio Pregliasco il voto statunitense rappresenta una sconfitta per le politiche no‐vax associate a Trump. Pur riconoscendo che il risultato elettorale non si può ricondurre esclusivamente alla questione sanitaria, Pregliasco auspica che il nuovo equilibrio politico favorisca una riflessione sulle scelte in materia di prevenzione e politiche vaccinali.

Pregliasco afferma di vedere con favore l’opportunità di un riesame critico delle scelte dell’amministrazione precedente in ambito sanitario, in particolare sulle vaccinazioni. Ricorda che la salute pubblica non dovrebbe diventare campo di scontro ideologico né essere condizionata da posizioni che mettono in discussione conoscenze consolidate. Secondo lui, le scelte e le dichiarazioni di figure politiche come Trump e Robert Kennedy Jr. hanno sollevato preoccupazioni nella comunità scientifica internazionale perché ridimensionare le raccomandazioni vaccinali e diffondere dubbi non supportati dall’evidenza può minare la fiducia nella prevenzione.

Richiamando i fatti recenti, Pregliasco segnala il ritorno del morbillo negli Stati Uniti, con migliaia di casi e il decesso di un bambino nello Stato di New York, il primo dopo decenni, come esempio dei rischi legati all’abbassamento della guardia sulle vaccinazioni. Le vaccinazioni, insiste il virologo e direttore della Scuola di specializzazione in Igiene e Medicina preventiva dell’Università Statale di Milano, hanno salvato milioni di vite e rappresentano un importante risultato della medicina moderna. La scienza si basa sulle evidenze, non su maggioranze di opinione: rispettare i dati significa proteggere la salute collettiva, in particolare le persone più fragili.