SALUTE: COLDIRETTI, NON FERMARE I CIBI ULTRAFORMULATI E’ UN CRIMINE CONTRO L’UMANITA’
Dal Forum la notizia che Coldiretti sta verificando condizioni e tempi per una class action per poi arrivare alla Corte di giustizia Ue a difesa della salute dei cittadini
Per tutelare la salute dei cittadini, a partire dai bambini, si stanno verificando condizioni e tempi per una class action per poi arrivare alla Corte di giustizia Ue per denunciare le folli politiche che favoriscono la diffusione dei cibi ultraformulati nonostante le sempre più numerose evidenze scientifiche ne abbiano dimostrato i gravissimi rischi legati al loro consumo.
E’ l’attacco lanciato dal segretario generale della Coldiretti Vincenzo Gesmundo nel suo intervento di apertura del Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione, organizzato da Coldiretti, con la collaborazione di The European House – Ambrosetti, in corso oggi e domani a Roma (Casino dell’Aurora Pallavicini – Palazzo Rospigliosi, via Ventiquattro Maggio 43). L’obiettivo è mettere l’Europa davanti alle proprie responsabilità: il diritto alla salute deve venire prima degli interessi economici delle multinazionali alimentari.
Per questo bisogna anche garantire il giusto reddito agli agricoltori che producono quel cibo sano che garantisce il benessere di tutti a partire dalla giovani generazioni.
L’Unione non può continuare a sottovalutare i rischi per la salute legati al consumo di cibi ultraformulati, soprattutto quando a pagarne le conseguenze sono i bambini.
Le ricerche scientifiche più recenti segnalano un’associazione tra il consumo di questi prodotti e 32 effetti avversi, che interessano soprattutto la salute gastrointestinale, metabolica, respiratoria e cardiovascolare, oltre al rischio di obesità e all’infertilità.
Secondo una ricerca realizzata da Carlos Augusto Monteiro (il medico ed epidemiologo brasiliano presente al Forum che ha rivoluzionato gli studi sulla classificazione degli alimenti con il metodo Nova), pubblicata su The Lancet nel 2025, un maggiore consumo di cibi ultraformulati è associato a un aumento del rischio di diverse patologie: diabete di tipo 2 (+25%), depressione (+23%), sovrappeso e obesità (+21%), mortalità per tutte le cause (+18%) e malattie cardiovascolari o mortalità cardiovascolare (+18%).
Ma la cattiva alimentazione rappresenta anche un costo rilevante per il sistema sanitario nazionale. Secondo uno studio della Fondazione Aletheia, in Italia le spese per curare le malattie croniche legate a scorretti stili alimentari ammontano a circa 13 miliardi di euro all’anno.
Davanti a quella che si configura come una nuova pandemia che colpisce soprattutto i giovani, è inaccettabile che manchi ancora una normativa europea che vieti la somministrazione di questo tipo di prodotti nelle mense scolastiche e negli altri luoghi pubblici di cura e assistenza. Qualche mese fa il Comune di Roma Capitale ha dato l’esempio. Nel nuovo bando per la ristorazione scolastica, ha deciso di escludere i cibi ultraformulati dalle mense che nutrono i bambini, valorizzando i prodotti del territorio, la stagionalità e la qualità delle filiere agricole.
Eppure l’Ue sembra ostinarsi a tutelare le multinazionali dei prodotti industriali ottenuti attraverso processi di trasformazione e combinazione di ingredienti, spesso lontani dagli alimenti naturali. Nel nuovo regolamento sugli appalti pubblici, infatti, l’Europa dei tecnocrati ha scelto deliberatamente di non inserire alcun divieto per i cibi ultraformulati, a danno della salute dei cittadini e dei redditi degli agricoltori e a vantaggio di multinazionali senza scrupoli. Una deriva pericolosissima quella di sostenere il proliferare degli ultraformulati, contro cui è nata “Campagna Amica per la Salute“, l’iniziativa promossa da Coldiretti, Fondazione Campagna Amica e Fondazione Aletheia, che ha dato vita al primo Patto nazionale tra medici e agricoltori per la salute dei cittadini, a partire dai più piccoli, promuovendo i mercati contadini all’intero degli ospedali.
E quello scelto dall’Europa è un orientamento nettamente contrario alla volontà dei cittadini. Quasi otto italiani su dieci (79%) vorrebbero che l’Ue intervenisse per ridurre il consumo di questi alimenti, secondo il rapporto Coldiretti/Censis realizzato in occasione del Forum.
SALUTE: COLDIRETTI, AL FORUM LO SCAFFALE DEL VERO MADE IN ITALY E LA “FABBRICA DEI MALATI”
Leggere le etichette, conoscere l’origine e scegliere consapevolmente cosa mettere nel carrello: è questo il messaggio dell’allestimento che Coldiretti ha portato al Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione, a Roma, mettendo a confronto alcuni prodotti simbolo della spesa quotidiana, dalla pasta all’olio extravergine di oliva, fino al riso e agli snack.
Da una parte gli alimenti 100% italiani, che garantiscono tracciabilità, qualità e controlli lungo la filiera; dall’altra prodotti d’importazione, realizzati secondo regole che possono essere meno rigorose e con l’impiego di sostanze vietate in Italia, che rischiano di arrivare sulle tavole delle famiglie senza un’adeguata trasparenza, favorita dalle manovre di veri e propri trafficanti che mettono a rischio la salute dei cittadini e il reddito degli agricoltori.
E’ il caso del grano canadese coltivato con l‘utilizzo del glifosate, molecola considerata da molti studi potenzialmente cancerogena e vietata in Italia in pre raccolta. Ma a mettere a rischio la spesa degli italiani c’è anche l’olio d’oliva straniero di bassa qualità, magari miscelato o addirittura con l’aggiunta di clorofilla con l’obiettivo di far diventare extravergine un prodotto che non lo è. O il riso asiatico, coltivato con l’uso di sostanze proibite in Europa oltre che con lo sfruttamento del lavoro minorile. Un confronto che richiama anche il pericolo di prodotti stranieri presentati in modo da farli apparire italiani quando non lo sono. Pensiamo anche all’inganno del codice doganale che grazie alla “magia” dell’ultima trasformazione sostanziale fa diventare made in Italy un prodotto straniero. Così si mette a rischio la salute dei cittadini e il reddito degli agricoltori visto che se si cancellasse questa folle regola si potrebbero recuperare 20 miliardi di euro per la filiera agricola.
Proprio il legame tra cibo e salute è al centro dell’installazione “La fabbrica dei malati” che campeggia all’ingresso del Forum, una figura di uomo attraversato da snack, merendine, bibite zuccherate e altri prodotti ultraformulati che gli vengono iniettati dentro da una grande provetta, a simboleggiare l’origine “chimica” di quel tipo di alimenti. In questo modo Coldiretti vuole richiamare l’attenzione sui rischi legati a un’alimentazione sbagliata e al consumo abituale di questi cibi, rendendo visibile il legame tra ciò che mangiamo ogni giorno e la salute e invitando i cittadini a interrogarsi sulla qualità di quello che portano in tavola e a leggere con attenzione le etichette.
Un messaggio che punta a promuovere scelte di consumo più consapevoli, valorizzando il cibo fresco, genuino e legato alla tradizione agroalimentare italiana, partendo in primis dalle giovani generazioni.
Un apposito allestimento è stato, infatti, è stato dedicato anche alla presentazione di Farmcraft – Coltiva il tuo mondo, il nuovo progetto di Coldiretti che porta l’educazione alimentare nelle scuole. Attraverso il mondo di Minecraft, uno dei videogiochi più popolare tra i ragazzi, Coldiretti vuole educare i giovani a una corretta alimentazione e attività fisica e accompagnarli nel passaggio dal virtuale al reale per conoscere e toccare con mano la campagna, le fattorie, i mercati, gli agriturismi e tutto quello che si nasconde dietro al piatto che portano in tavola.
SCUOLA: COLDIRETTI, PORTA L’EDUCAZIONE ALIMENTARE NEL MONDO DI MINECRAFT
Nasce Farmcraft, il videogioco che insegna a mangiare in modo sano e consapevole. Oltre 9 presidi su 10 sostengono iniziative di educazione alimentare
Coltivare un orto, allevare animali, scoprire la biodiversità, imparare a leggere le etichette e distinguere gli alimenti freschi da quelli ultraformulati. Sono alcune delle missioni di Farmcraft – Coltiva il tuo mondo, il nuovo progetto di Coldiretti, con il supporto tecnico di Maker Camp, che porta l’educazione alimentare nel mondo di Minecraft, il videogioco più venduto della storia, con oltre 400 milioni di copie. Il progetto è stato presentato in occasione della giornata inaugurale del Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione, organizzato da Coldiretti, con la collaborazione di The European House – Ambrosetti.
L’obiettivo è utilizzare uno degli strumenti di intrattenimento più popolari tra le nuove generazioni per costruire un ponte tra il mondo digitale e quello reale, trasformando un videogioco in uno strumento per coltivare il futuro dell’alimentazione. Con Farmcraft, Coldiretti non si limita a raccontare l’agricoltura ai ragazzi prima attraverso un contest che partirà nelle scuole, ma sceglie di farla vivere attraverso un linguaggio che già conoscono, rendendoli protagonisti di un’esperienza anziché destinatari passivi di un messaggio. In questo modo l’azione di tutela della salute va oltre i luoghi tradizionali del confronto politico e sindacale, raggiungendo direttamente bambini, famiglie e insegnanti.
Rivolto ai ragazzi dagli 8 ai 14 anni, Farmcraft trasforma il gioco in un’esperienza educativa. In un mondo virtuale dedicato all’agricoltura, i partecipanti potranno gestire una fattoria, seguire il ritmo delle stagioni, conoscere le produzioni agricole e portare i prodotti in un mercato contadino virtuale di Campagna Amica. Le attività comprenderanno missioni sulla Dieta Mediterranea, la sostenibilità e il rapporto tra alimentazione e attività fisica.
Il digitale sarà però solo il punto di partenza per esperienze concrete, con attività nelle fattorie didattiche, incontri con gli agricoltori, laboratori e visite ai mercati di Campagna Amica, per avvicinare i ragazzi al cibo, alla sua origine e al lavoro necessario per produrlo.
La proposta risponde a una domanda che arriva direttamente dal mondo scolastico. Secondo il rapporto Coldiretti-Censis 2026, condotto su 800 dirigenti scolastici, il 91% ritiene che la tecnologia possa affiancare i ragazzi nell’apprendimento della corretta alimentazione, il 79% considera efficaci gli strumenti digitali e il 53% è pronto ad adottare programmi educativi basati su videogiochi, quiz e piattaforme interattive. Il 95% giudica inoltre utile far conoscere agli studenti il mondo agricolo. Ma l’educazione alimentare è una priorità anche per le famiglie: l’82% dei genitori chiede un piano pubblico per proteggere i figli dai rischi legati al consumo di cibi ultraformulati, come snack, merendine ed energy drink, sempre secondo il Censis.
Farmcraft si inserisce in un percorso più ampio avviato da Coldiretti e Campagna Amica, a partire dal Manifesto di Udine per l’Educazione Alimentare nelle Scuole del giugno 2025 e proseguito con gli accordi con la Federazione Italiana Medici Pediatri e l’Anci, fino al lancio del progetto Campagna Amica per la Salute con l’alleanza tra agricoltori e medici.
L’obiettivo è costruire un’alleanza tra scuole, famiglie, agricoltori e professionisti della salute, perché imparare a mangiare bene significa tutelare il futuro delle nuove generazioni e valorizzare il lavoro agricolo italiano.