La Commissione Europea ha annunciato a Strasburgo che l’Unione non intende sfruttare i giacimenti di idrocarburi nell’Artico: questi depositi dovranno restare nel sottosuolo, secondo la nuova strategia artica presentata oggi.
«Facendo leva sulla cooperazione già esistente», afferma il comunicato della Commissione, l’Ue continuerà a sostenere lo sviluppo dell’Artico in ambito di energie rinnovabili e di estrazione mineraria sostenibile. In coerenza con la comunicazione congiunta sull’Artico del 2021, la posizione dell’Ue è chiara: petrolio, carbone e gas devono rimanere nel sottosuolo, compresa la regione artica.
La Norvegia, Paese extra Ue, è uno dei principali fornitori di gas dell’Unione dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina e sostiene l’avvio di esplorazioni e trivellazioni nell’Artico per garantire forniture energetiche stabili nei prossimi decenni.
Attualmente la maggior parte del gas norvegese proviene da giacimenti più a sud, nel Mare del Nord e nel Mare di Norvegia; solo una piccola parte è estratta nel Mare di Barents, in Artico, che resta l’area con il maggiore potenziale di sviluppo.
Nella comunicazione la Ue sottolinea l’importanza di rispettare gli obiettivi dell’accordo di Parigi, compresa la transizione dall’uso dei combustibili fossili in modo giusto e ordinato. L’Unione si è impegnata a raggiungere la neutralità climatica entro il 2050 per accelerare il passaggio all’energia pulita e rafforzare la sicurezza energetica riducendo le dipendenze esterne.
Secondo la Commissione, gli obiettivi ambiziosi della normativa europea sul clima trasformeranno profondamente il sistema energetico dell’Ue, riducendo fino ad azzerare la necessità di idrocarburi per la produzione di energia. Data la particolare vulnerabilità dell’Artico, la Commissione intende collaborare con i partner internazionali per proteggere l’ambiente e impedire lo sfruttamento di riserve di idrocarburi che possano mettere a rischio l’ecosistema artico.