Palazzo Chigi ha comunicato nel pomeriggio che il governo italiano e la Commissione europea hanno trovato un’intesa sulle misure previste dal decreto denominato “dl Bollette”. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha detto di essere molto soddisfatta dell’accordo e delle conclusioni del Consiglio europeo, in particolare per quanto riguarda la competitività e i prezzi dell’energia.
Meloni: soddisfazione per l’intesa sul dl Bollette
Il decreto prevede una soluzione ispirata al modello già adottato per la cosiddetta “eccezione iberica” concessa a Spagna e Portogallo nel 2022, volta a correggere gli effetti indotti dal meccanismo del prezzo marginale nell’alimentazione del mercato elettrico. Meloni ha spiegato, a margine del Consiglio europeo a Bruxelles, che la trattativa con la Commissione era necessaria per ottenere il via libera alle misure varate nei mesi scorsi.
La premier ha definito la negoziazione lunga ma costruttiva e ha sottolineato che l’accordo consente di intervenire sulla formazione del prezzo dell’elettricità, riducendo l’effetto del costo del gas sui prezzi dell’energia e contribuendo così ad abbassare le bollette per famiglie e imprese, specie nell’attuale contesto di tensione sui mercati energetici.
Meloni ha anche ricordato che nelle conclusioni del Consiglio sono stati inseriti diversi temi sollevati dall’Italia nelle settimane precedenti, tra cui questioni legate al sistema di scambio delle quote di emissione (ETS), alla Market Stability Reserve e alla proposta sugli ETS 2, evidenziando la necessità di valutare tempi e misure di salvaguardia e di procedere a una rapida revisione delle norme legate all’ETS.
Secondo la premier, l’Italia è determinata a intervenire sul tema dei costi energetici e non è isolata nell’Unione: altri Stati condividono la posizione italiana sul fatto che alcune rigidità normative possono aggravare la situazione. Meloni ha affermato di aver illustrato con supporti grafici come scelte passate abbiano contribuito all’aumento dei costi energetici per le imprese e, in alcuni casi, a fenomeni di deindustrializzazione, con la conseguente importazione di prodotti da Paesi con standard ambientali diversi. Dove le regole producono distorsioni, ha concluso, è necessario correggerle e l’Italia sta lavorando in questa direzione.
La nota di palazzo Chigi
Palazzo Chigi descrive lo scambio con i servizi della Commissione come “intenso e costruttivo” e afferma che l’accordo mira a mitigare l’impatto dei costi energetici e a limitare la trasmissione dell’aumento del prezzo del gas sul prezzo dell’elettricità, per tutelare famiglie e imprese, mantenendo al contempo condizioni di parità nel mercato interno e minimizzando distorsioni.
Sulla base dell’intesa, l’Italia notificherà alla Commissione le misure temporanee conformemente alle norme sugli aiuti di Stato; la Commissione si è impegnata a valutarle con priorità.
Ue conferma accordo
Un portavoce della Commissione ha confermato che, dopo discussioni tecniche costruttive con le autorità italiane, è stato raggiunto un accordo preliminare sulle misure contenute nel decreto italiano in materia energetica. La Commissione si aspetta che l’Italia notifichi formalmente i propri piani in conformità al diritto dell’UE e al Quadro temporaneo per gli aiuti di Stato volto ad attutire gli effetti dell’aumento dei prezzi del gas sui prezzi dell’elettricità.
La Commissione precisa che la misura sarà temporanea e progettata per ridurre al minimo le distorsioni nel mercato elettrico dell’UE, preservando gli incentivi agli investimenti nelle energie pulite. La compensazione riguarderà esclusivamente l’aumento dei costi legati al gas e non coprirà i costi connessi al sistema ETS; i benefici dovranno essere trasferiti integralmente ai consumatori finali e il finanziamento della misura sarà sostenuto soltanto da chi ne trarrà vantaggio.
La Commissione ricorda che nel 2022 è stato approvato un meccanismo per ridurre i prezzi all’ingrosso dell’elettricità nel mercato iberico (Mibel) agendo sui costi di approvvigionamento delle centrali a combustibili fossili, un precedente che ha dimostrato efficacia e da cui questa misura prende spunto. Pur non essendo ancora stata adottata una decisione formale, l’accordo di massima dovrebbe permettere all’Italia di notificare la propria misura di aiuto di Stato; la Commissione valuta di esaminare e approvare la proposta al più presto dopo la ricezione della notifica formale.