(Adnkronos) – Tra dubbi sulle politiche europee, costi percepiti della transizione e diffidenza verso i messaggi delle imprese, la sostenibilità cambia linguaggio e chiede prove. In questo scenario si inserisce la quarta edizione dell’evento Adnkronos Q&A dedicato allo sviluppo sostenibile, che si è tenuta oggi a Palazzo dell’Informazione, in Piazza Mastai a Roma. L’evento dal titolo ‘Sostenibilità, le nuove parole chiave’ ha riunito esponenti di governo, istituzioni, parlamentari, imprese ed esperti.
A supportare il dibattito, i risultati della rilevazione Adnkronos, condotta su un campione non statistico di circa 2.600 rispondenti tra gli utenti del sito e dei canali social di Adnkronos. Ne emerge il ritratto di un’utenza critica verso le scelte di politica ambientale e attenta alla sostenibilità nei comportamenti d’acquisto, ma esigente su chi la racconta: a contare non sono gli slogan né la reputazione, ma dati verificabili e coerenza.
Green Deal e transizione, prevale lo scetticismo – Sul Green Deal europeo il 50% del panel ritiene che vada eliminato, il 29% che vada migliorato e solo il 21% lo considera una priorità. Il giudizio sulla transizione green è altrettanto netto: per il 50% danneggia l’economia, per il 39% è la risposta alla crisi climatica, mentre appena l’11% vi vede un aiuto alla competitività.
Auto elettrica, il nodo è prezzo e ricarica – Solo il 9% dei rispondenti la comprerebbe ritenendola conveniente e un altro 29% lo farebbe a prezzi diversi. Il 62% dice invece no, con lo stesso peso (31% ciascuno) per il costo troppo alto e per i problemi di ricarica.
Comunicazione d’impresa, la sostenibilità non convince – Il 94% giudica insufficiente il modo in cui le aziende raccontano la sostenibilità: per il 53% c’è troppo greenwashing, per il 41% serve più attenzione. Solo il 6% pensa che le imprese, soprattutto le più grandi, sappiano comunicare questo valore.
Acquisti, la sostenibilità pesa per più di uno su due – Il 54% si dichiara più propenso ad acquistare prodotti di un’azienda che si dice sostenibile, mentre per il 46% è un elemento irrilevante.
Fiducia, contano i fatti – Alla domanda su quando ci si fiderebbe di un’azienda che parla di sostenibilità, il 66% indica la presenza di dati verificabili e il 30% la coerenza dei comportamenti. Solo il 4% si affida alla buona reputazione.
Nel corso della mattinata di confronto, il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha toccato i principali dossier all’attenzione del governo. Sulla manovra, ha spiegato di aver chiesto al ministro Giorgetti che la Transizione 5.0 “sia resa strutturale, con una programmazione di bilancio anche per il 2029 e poi via via per gli anni successivi”, ampliandone l’utilizzo anche a software e cloud, “assolutamente importanti per la nostra impresa”. Sui carburanti, ha assicurato che si sta lavorando “affinché possa essere volontariamente prorogato per il tempo necessario” il price cap, mentre sul fronte europeo ha colto “importanti novità” nella posizione congiunta di Francia e Germania, che “si sono rese conto che occorre maggiore realismo” sulla sopravvivenza del motore endotermico.
Enrico Giovannini, direttore scientifico di ASviS-Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile, ha avvertito: “Su povertà, disuguaglianza, qualità degli ecosistemi terrestri, partnership, governance, gli indicatori segnalano che l’Italia oggi è in una condizione peggiore di quella del 2010. Quindi è una tendenza di lungo periodo, non di breve”. Per invertire la rotta, Giovannini ha indicato cinque punti su cui intervenire, a partire dal Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici: “Noi crediamo si debba creare un comitato interministeriale per l’adattamento ai cambiamenti climatici”, presieduto dal presidente del Consiglio, e “inserire in legge di bilancio un fondo” dedicato.
Luca Squeri, responsabile per l’energia di Forza Italia, ha sottolineato che decarbonizzare “significa emanciparci dal fossile e quindi aumentare la capacità di dare risposte a temi come la sicurezza energetica e la sostenibilità”, ma che oggi “c’è la necessità di modificare l’approccio, così come si cambia una rotta quando il vento cambia”. Entrando nel merito, Squeri ha preso di mira il sistema Ets: “L’Ets nasce per disincentivare l’utilizzo del gas, ma questo è stato deciso quando il gas costava neanche 20 euro al megawattora, oggi mantenere l’attuale configurazione dell’Ets è un danno, a mio avviso bisognerebbe sospenderlo”.
Dal fronte dell’opposizione, la prospettiva del Movimento 5 Stelle è stata portata dall’onorevole Emma Pavanelli, che ha invitato a non fermarsi alla questione terminologica: “Non dobbiamo soffermarci proprio su quel tema del linguaggio”, ma “su cosa si deve fare”, dalla sostenibilità delle imprese alle politiche sociali, ai salari. Rivendicando l’esperienza di Transizione 4.0, varata quando il Movimento era al governo e utile, a suo giudizio, anche alle piccole e piccolissime imprese, ha accusato l’esecutivo di aver tagliato i fondi del Pnrr: “questo governo ha tolto oltre 1 miliardo di euro sulle comunità energetiche”, oltre a far sparire il capitolo sull’idrogeno verde.
A seguire, nel corso della mattinata, si sono tenuti due panel che hanno coinvolto rappresentanti di associazioni e imprese. Il primo, ‘Decarbonizzazione, economia circolare e territorio’, ha visto la partecipazione di Matteo Cimenti, presidente di Federchimica-Assogasliquidi; Marco Casini, segretario generale di Aubac; Carmine Pagnozzi, direttore generale del Consorzio Biorepack; Silvia Campanella, Head of Communication & Sustainability di Subito; Carlo Nicolais, External Relations & Sustainability Maire e dg Green Innovation Its Academy. Il secondo, ‘Il valore concreto della sostenibilità’, dedicato al passaggio dagli slogan ai dati, ha visto gli interventi di Isabella Roth, Associate Director External Communication & Sustainability di Novo Italia; Alessandro Floria, direttore Marketing e Comunicazione di Arval Italia; Andrea Boldrin, Sustainability Project Manager & Waste/Epr Manager di Decathlon; Giuseppe Sirianni, Chief Technology Innovation Officer di Fater; Alessia Bonifazi, direttrice Corporate Affairs di Lidl Italia; Fabiana Marchini, Head Sustainability & Corporate Affairs di Sanpellegrino; Lavinia Lenti, Head of Sustainability Sace.
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