Missili a basso costo impiegati dalla Russia rischiano di rappresentare una nuova minaccia per l’Ucraina. In una guerra che sul campo mostra segni di stallo prolungato, Mosca ha intensificato i raid, colpendo sempre più spesso infrastrutture civili. «La Russia dispone di un arsenale di circa 700 missili balistici e di diverse migliaia di altri missili», ha sintetizzato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.
Le nuove armi economiche
Secondo l’Institute for the Study of War (Isw), il profilo dell’offerta bellica russa potrebbe cambiare nei prossimi mesi sia in quantità sia in qualità. Dalla metà del 2026 Mosca avrebbe cominciato a integrare nel proprio arsenale missili «low cost», definiti quasi cruise, e starebbe accelerando la loro produzione. Questi sistemi, più veloci e manovrabili rispetto alla generazione precedente, dovrebbero essere impiegati su larga scala nel 2027, con l’obiettivo di aggravare la pressione sulle difese aeree ucraine prima che vengano sviluppate contromisure efficaci.
Kiev senza difesa aerea
Negli ultimi giorni la capitale ucraina ha cominciato a installare reti di protezione sui ponti, una misura difensiva già adottata in varie aree del fronte orientale e meridionale. Le barriere sono state poste lungo i lati del Ponte Nord, recentemente preso di mira da incursioni con droni. Le autorità temono attacchi alle principali arterie stradali e ferroviarie della città, cruciali per la logistica; le incursioni hanno causato interruzioni del traffico e ingorghi a Kiev, che ha circa tre milioni di abitanti. Il sindaco Vitali Klitschko ha avvertito che la città deve prepararsi a una situazione di guerra, denunciando danni significativi alle infrastrutture, compresi ponti ed impianti energetici.
I nuovi missili Banderol e Dan-T
Tra i sistemi usati dalla Russia figurano i missili noti come Banderol (o S8000), caratterizzati da propulsori di fabbricazione cinese, costi contenuti e traiettorie simili a quelle dei missili cruise. Il loro impiego è stato segnalato per la prima volta nella primavera del 2025 nei raid sull’oblast di Odessa e, secondo le forze armate ucraine, sono stati usati in numerosi attacchi tra il 14 maggio e il 30 settembre, colpendo porti, depositi e hub logistici nel sud del Paese. I sistemi di intercettazione ucraini si sono rivelati in molti casi poco efficaci contro questi ordigni. Il Banderol presenta analogie strutturali con una versione ridotta del Kh-101: il Kh-101 può raggiungere velocità fino a 1.000 km/h, ha un raggio fino a 2.500 km e una testata intorno ai 480 kg; costa fino a circa 2 milioni di dollari secondo l’Isw. Un Banderol, invece, avrebbe un costo molto inferiore, stimato tra 50.000 e 150.000 dollari.
Oltre ai Banderol, l’Isw segnala l’introduzione dei Dan-T, presentati in un airshow in Egitto l’8 settembre. Pesano circa 270 kg, hanno un raggio stimato intorno a 450 km e dispongono di sistemi per modificare la traiettoria allo scopo di eludere le difese aeree. Con testate fino a 135 kg, i Dan-T potrebbero essere impiegati contro posizioni fortificate sul campo e infrastrutture leggere, ma non è ancora chiaro se Mosca li abbia già usati in operazioni reali.
I super droni Geran 5
A queste opzioni si affiancano i droni Geran, evoluzione degli Shahed dotata di motori a reazione, che hanno progressivamente sostituito la generazione precedente di velivoli kamikaze. L’Isw osserva che tra giugno e settembre si è registrato un forte aumento dei lanci: combinando Shahed e Geran, nel solo mese di settembre sarebbero stati lanciati oltre 7.700 droni.
Rispetto ai droni, i nuovi missili si differenziano per dimensioni della testata e raggio operativo. Il Geran 5, introdotto tra la fine del 2023 e l’inizio del 2024, sarebbe in grado di trasportare una testata di circa 90 kg, raggiungere velocità intorno ai 600 km/h e avere un’autonomia operativa fino a 1.000 km.
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