Il Consiglio per la sicurezza nazionale israeliano avverte gli israeliani all’estero che, a tre anni dal massacro del 7 ottobre 2023, esiste un alto rischio di tentativi di attacco. Il messaggio, diffuso dall’ufficio del premier e riportato dal Times of Israel, indica Iran, suoi proxy, Hamas ed elementi del jihad globale come attori che considerano significativa questa ricorrenza. L’avviso raccomanda di evitare Giordania, Qatar, Somaliland ed Egitto.
Di ieri la segnalazione dello Shin Bet secondo cui Hamas potrebbe preparare un nuovo attacco in coincidenza con le elezioni in Israele o immediatamente dopo. Le elezioni sono fissate per il 27 ottobre.
Il premier Benjamin Netanyahu ha dichiarato, citato dal Times of Israel, che «poiché Hamas è indebolito, cercherà di sfidarci con ciò che resta delle sue forze prima delle elezioni nel tentativo di influenzarne l’esito». Ha aggiunto che Israele è pronto a sventare tali tentativi e che, in caso di attacco, risponderebbe con forza schiacciante.
Il ministro della Difesa Israel Katz aveva riferito di informazioni di intelligence che indicano l’intenzione di Hamas di compiere assalti e attacchi contro le forze israeliane a Gaza il giorno dell’anniversario del 7 ottobre.
Katz sulla Cisgiordania: le forze israeliane si preparano a uno scenario di guerra con l’Autorità palestinese
Secondo quanto riportato dal Times of Israel, Katz ha detto ai colleghi ministri che alle forze israeliane (IDF) è stato ordinato di prepararsi a una possibile guerra con l’Autorità palestinese, prospettando anche lo scenario di una «guerra breve e potente» che modificherebbe la situazione sul terreno.
Il «scenario di riferimento» per le IDF in Cisgiordania prevede preparativi per eventuali attacchi da parte di elementi jihadisti contro coloni e soldati. Katz, noto per le sue affermazioni dirette, ha fatto queste dichiarazioni a pochi giorni dal voto del 27 ottobre, secondo il giornale.
Katz ha affermato che le IDF si stanno preparando a uno scenario in cui le forze di sicurezza dell’Autorità palestinese e l’organizzazione affiliata Tanzim potrebbero rivolgere le armi contro coloni e truppe lungo i confini e in Cisgiordania. In quel caso, ha detto, verrebbe dichiarata la guerra all’Autorità palestinese e le IDF lancerebbero un’offensiva secondo un piano dettagliato approvato da lui e dal premier Netanyahu.
Secondo Katz, la campagna prevista sarebbe «breve e incisiva» e includerebbe impiego di forze di terra e dell’aviazione, unità speciali, l’eliminazione o l’espulsione di funzionari di alto grado, la distruzione di armi, trasferimenti su larga scala di popolazione e la demolizione di infrastrutture ritenute legate al terrorismo all’interno delle città e nei campi profughi, su un modello che richiamerebbe le operazioni condotte a Gaza e in Libano.
Articoli correlati