Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha incontrato a New York i mediatori coinvolti nei colloqui indiretti con gli Stati Uniti per discutere le ultime proposte su un cessate il fuoco e la riapertura dello Stretto di Hormuz. All’incontro, secondo l’agenzia iraniana Isna, non era presente alcun rappresentante americano. Fonti citate da Al Arabiya indicano che Qatar e Pakistan stanno mediando i contatti tra Teheran e Washington.
Secondo quanto riferito, Teheran ha messo sul tavolo la proposta di riaprire lo Stretto come parte di un accordo per porre fine al conflitto, basandosi su un memorandum di Islamabad, e ha chiesto in cambio lo sblocco di beni iraniani congelati. La proposta sarebbe stata presentata anche agli americani in presenza dei mediatori, ma sarebbe stata respinta dal presidente Donald Trump; nonostante ciò continuano i contatti indiretti tra le parti.
Araghchi ha dichiarato che le condizioni poste dall’Iran sono chiare e che ogni avanzamento riguardo allo Stretto di Hormuz dipende dalla loro soddisfazione, aggiungendo che Teheran “non farà marcia indietro”. Ha inoltre detto di attendere dai mediatori una risposta definitiva alla proposta iraniana articolata in sette punti.
Axios: colloqui positivi, Teheran mostra flessibilità sul nucleare
Un funzionario statunitense, parlando con Axios, ha definito i colloqui “positivi e costruttivi” e ha riferito che l’Iran ha indicato una certa flessibilità sulle questioni legate al suo programma nucleare. Tuttavia permangono divergenze: secondo la fonte non si potrà arrivare a un’intesa se non verranno affrontate le questioni nucleari, e le parti sono distanti su tempistiche e sulla sequenza delle azioni da compiere.
La Casa Bianca, sempre secondo Axios, rimane scettica sulle promesse iraniane e chiede garanzie sul rispetto di un eventuale accordo. Il funzionario ha osservato che il blocco navale e le sanzioni stanno gradualmente indebolendo la posizione iraniana, aggiungendo che la posizione degli Stati Uniti si rafforza e che il presidente Trump è paziente ma determinato a prevenire che l’Iran si doti di un’arma nucleare.
Al-Arabiya: possibilità di accordo molto ridotte
Una fonte statunitense coinvolta nei negoziati, citata da al-Arabiya, ha definito “estremamente ridotte” le probabilità di raggiungere un accordo tra Stati Uniti e Iran, a causa delle ampie divergenze e di ostacoli significativi tra le parti.
Trump: “Vinceremo la guerra molto presto”
Dal suo intervento nello Studio Ovale, il presidente Donald Trump ha dichiarato che la guerra finirà “molto presto” e che il prezzo della benzina scenderà, rivendicando i risultati della sua amministrazione, tra cui l’obiettivo di impedire all’Iran di dotarsi di un’arma atomica. Ha aggiunto che nessun altro sarebbe stato in grado di ottenere lo stesso risultato, secondo le sue parole.
Il giornalista di Axios Barak Ravid ha riportato su X che, secondo un funzionario statunitense, il presidente sarebbe disposto a concedere un allentamento delle sanzioni e a sbloccare fondi iraniani congelati in cambio di “progressi concreti” sul dossier nucleare.
Il nodo nucleare
Il Wall Street Journal riferisce che i mediatori stanno premendo sull’Iran perché accetti alcune concessioni sul suo programma nucleare per riavviare i colloqui su un cessate il fuoco con gli Stati Uniti. Fonti coinvolte nei negoziati considerano però scarse le possibilità di convincere Teheran a soddisfare le principali richieste statunitensi. L’Iran avrebbe dato finora pochi segnali di disponibilità a negoziare il programma nucleare, mentre alcuni funzionari regionali ritengono che i vertici iraniani credano di poter sopportare un prolungato blocco o eventuali attacchi esterni.
Il messaggio di Mojtaba Khamenei
La Guida Suprema, Mojtaba Khamenei, ha lanciato un avvertimento a Washington, affermando che a seguito dei danni subiti dalle forze nemiche per mano dei combattenti e dei difensori dello Stretto di Hormuz gli Stati Uniti “non osano avanzare oltre il Mar Arabico” e che “non passerà molto tempo prima che anche il Mar Arabico si liberi della loro presenza”. Il messaggio è stato diffuso in occasione di anniversari legati al conflitto Iran-Iraq e ad altri eventi citati dallo stesso Khamenei.
Nel suo messaggio, Khamenei ha sottolineato che l’Iran non tornerà alle condizioni precedenti alla rivoluzione islamica, definendo quegli anni come caratterizzati da arretratezza e dipendenza, e ha elogiato la mobilitazione interna registrata dopo l’inizio della guerra con Israele e gli Stati Uniti, riportando numeri di adesioni e partecipazione. Ha inoltre rivolto parole di elogio nei confronti di Hassan Nasrallah e del leader di Hezbollah Naim Qassem, descrivendoli come figure importanti nella cosiddetta “resistenza” regionale.
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