Francia, l’influencer cattolico da 162mila follower: “Allo stadio per il Papa, impaziente di ascoltarlo”

25 settembre 2026 | 17.32

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Primo pontefice a Parigi dopo 18 anni, Leone XIV è stato accolto calorosamente durante la sua visita in Francia, che si concluderà il 28 settembre. Oltre agli incontri istituzionali, il viaggio ha un carattere apostolico e si rivolge in particolare ai fedeli più giovani: questa sera il Papa parlerà allo Stade de France. Tra i partecipanti c’è anche Victor Dubois Moreno, noto sui social come “le Catho de Service” (Il cattolico di turno). “Non vedo l’ora di sentire cosa dirà ai giovani; sto aspettando con gioia il suo arrivo”, ha detto l’influencer all’Adnkronos. Sui suoi profili — su Instagram conta circa 162 mila follower — Dubois Moreno propone contenuti di ispirazione cristiana con un linguaggio pop e orientato ai social.

Secondo lui, l’espressione “le Catho de Service” è nata per ironizzare sulla pratica di mettere la fede al centro del discorso pubblico. “Fino a qualche anno fa parlare apertamente di fede poteva creare imbarazzo; oggi questo timore è molto meno diffuso tra i giovani”, osserva Dubois.

Anche altri giovani francesi stanno diffondendo la propria fede online e attirano l’attenzione di migliaia di coetanei. Un sondaggio del 2025 del settimanale cattolico Famille Chrétienne rileva che per il 78% dei catecumeni i social hanno contribuito alla scoperta o all’approfondimento della fede, e che l’84% segue creatori di contenuti cristiani (tra i nomi citati, Fratel Paul-Adrien e Le Catho de Service). “Si vede un interesse crescente: parlare di fede sui social raggiunge molte persone e ha un’efficacia reale. È utile e funziona”, afferma l’influencer.

Dubois Moreno proviene da una famiglia cattolica e racconta di aver consolidato la propria fede intorno ai diciannove anni. Gradualmente ha cominciato a trattare temi religiosi sui social media. “È avvenuto in modo naturale: al liceo molti amici mi chiedevano della fede e delle loro domande esistenziali. Oltre alla mia soddisfazione personale, ho visto quanto fossero utili queste conversazioni, così ho provato a portarle anche online”, spiega.

Prima di avviare il progetto in modo sistematico, Dubois osservava che sui social si parlava di cinema, arte, danza, cucina: chiunque poteva condividere le proprie passioni senza imbarazzo, ma i contenuti cristiani erano pochi. “Mi sono detto: se si parla di cinema e di tanti altri argomenti, perché non parlare di Gesù?”, conclude. (di Veronica Gennari)