22 settembre 2026 | 10.15
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La Lettonia ha bloccato l’intesa proposta ieri a Bruxelles per il rinnovo delle sanzioni individuali contro persone, enti e aziende che sostengono lo sforzo bellico della Russia in Ucraina. La bozza prevedeva una proroga triennale delle misure in cambio della rimozione dalle liste di due oligarchi, Alisher Usmanov e Michail Fridman. «Oggi la Lettonia — ha scritto via social il primo ministro Andris Kulbergs — non ha sostenuto la bozza di decisione preparata dalla Presidenza irlandese».
Secondo Kulbergs, «la situazione non è semplice. La proroga delle sanzioni richiede il consenso di tutti i 27 Stati membri dell’Ue. Se non si raggiungerà un accordo entro la scadenza, sarà a rischio il mantenimento delle sanzioni per l’intero elenco, non solo per Alisher Usmanov e Mikhail Fridman. Prorogare le sanzioni di 36 mesi sarebbe la scelta giusta. Tuttavia, il prezzo da pagare non può essere semplicemente la cancellazione di entrambi i soggetti dall’elenco. La Lettonia non può accettare una proposta del genere».
«Pertanto domani, insieme alla ministra degli Esteri Baiba Braze — ha aggiunto Kulbergs — lavoreremo con Bruxelles e Parigi per trovare una soluzione che tuteli gli interessi della Lettonia. Cercheremo sostegno all’interno dell’Unione europea per la nostra posizione. Ho convocato per domani una riunione d’emergenza del Consiglio dei ministri su questo tema. Finché la Russia continuerà la guerra, la pressione dell’Europa dovrà farsi più forte e non più accomodante verso il Cremlino».
La ministra degli Esteri Baiba Braze ha ribadito che «la posizione del governo lettone è rimasta ferma. Le sanzioni dell’Ue contro la Russia devono essere rafforzate, non indebolite. Per questo la Lettonia non può accogliere la proposta ampiamente avanzata. Per quanto riguarda le posizioni degli altri Paesi, occorre interpellare direttamente quegli Stati».