
Un pianoforte, una fisarmonica e il tramonto di Arquà Petrarca: lo scorso 13 settembre la magia di Danilo Rea e Luciano Biondini ha incantato l’Azienda Agricola Terre dei Borghi con lo spettacolo “Cosa sono le nuvole”, nell’ambito della rassegna Viticulture
“Quante volte da piccoli ci è capitato di giocare ad inventare e indovinare la forma delle nuvole? Soffici conformazioni gassose che nel cielo si trasformano e diventano tutto ciò che ci suggerisce la nostra fantasia. Un po’ come le nuvole, anche la musica ha quello strano potere di portarci in un mondo onirico e fantastico in cui tutto è possibile e tutti i nostri desideri per un attimo si possono realizzare».
Si apre con queste parole la recensione firmata da Federica Bressan per Le Salon Musical del concerto tenutosi lo scorso 13 settembre ad Arquà Petrarca. Nella magica cornice naturale dei Colli Euganei, ospitato dall’Azienda Agricola Terre dei Borghi, a Danilo Rea e Luciano Biondini sono bastati un pianoforte e una fisarmonica per dar forma alla bellezza e far vibrare il paesaggio illuminato dal rosso vivo del tramonto.


Artisti di straordinaria sensibilità, Rea e Biondini hanno guidato un pubblico numerosissimo in un viaggio fatto di suggestione e improvvisazione con lo spettacolo “Cosa sono le nuvole”. L’appuntamento, inserito nella rassegna culturale Viticulture, ha unito l’eccellenza musicale a un nobile scopo di solidarietà: l’intero incasso è stato infatti devoluto alla Fondazione La Miglior Vita Possibile, impegnata nella realizzazione del nuovo Centro Regionale di Cure Palliative e Terapia del Dolore Pediatriche – Hospice Pediatrico del Veneto. Un progetto fondamentale per garantire assistenza specialistica, sostegno e dignità ai bambini affetti da patologie incurabili e alle loro famiglie.
«Un programma improvvisato su melodie note», lo ha definito Danilo Rea salutando la platea a inizio serata, «in cui, come diceva Sonny Rollins, uno dei più grandi maestri del jazz, è la musica che suona il musicista». Non è l’artista a guidare lo strumento, ma è il flusso musicale stesso a impossessarsi dell’esecutore: un’energia inconscia in cui studio ed esperienza riaffiorano in modo fluido e naturale.
Ad accompagnare l’ascolto, uno spettacolare tramonto immerso nel silenzio di Arquà Petrarca. Le nuvole in transito sui Colli Euganei sono diventate parte integrante dell’esperienza, intrecciando suono, memoria e paesaggio in un dialogo indimenticabile.
In attesa dei prossimi appuntamenti per il nuovo anno, la magia della serata si riassume perfettamente nelle parole di Annalisa Fortin per Off Topic Magazine: «Il titolo Cosa sono le nuvole appariva particolarmente appropriato. Le nuvole erano davvero lì, sopra il pubblico e sopra i vigneti, ma soprattutto era presente quella sensazione di sospensione che il concerto riusciva a creare. Per qualche ora, Arquà Petrarca è vissuta in una dimensione diversa: il paesaggio dei Colli Euganei è diventato parte della scenografia e, allo stesso tempo, un terzo musicista silenzioso».