Dopo quasi quattro anni di sospensione, la Svizzera si prepara a riprendere i trasferimenti in Italia di richiedenti asilo che sono arrivati nel nostro Paese e per i quali Roma risulterebbe responsabile dell’esame delle domande. I primi voli sono già stati prenotati e i trasferimenti dovrebbero iniziare verso la fine di agosto, ha riferito Il Corriere del Ticino citando la portavoce della Segreteria di Stato della migrazione (Sem), Magdalena Baker, in dichiarazioni alla televisione svizzera Srf.
La ripresa avverrà gradualmente per evitare sovraccarichi al sistema e per permettere alle autorità dei due Paesi di verificare i nuovi meccanismi operativi. Il giornale ricorda che l’Italia aveva sospeso nel dicembre 2022 le riammissioni di richiedenti asilo da altri Paesi europei, decisione che di fatto aveva bloccato anche i trasferimenti dalla Svizzera previsti dal regolamento di Dublino, il quale assegna in linea generale la responsabilità dell’esame della domanda al primo Stato europeo di ingresso.
Secondo la Sem, nel periodo di sospensione la Confederazione avrebbe dovuto trasferire in Italia 3.784 richiedenti asilo; non essendo stato possibile procedere, le relative domande sono state esaminate dalle autorità svizzere. Nel frattempo quasi il 40% delle persone coinvolte ha ottenuto una forma di protezione e può rimanere in Svizzera, mentre per oltre 1.300 la procedura d’asilo è ancora in corso. Oggi, secondo i dati della Sem, le persone che la Confederazione potrebbe ancora trasferire in Italia sono 652.
Le regole di Dublino sono state modificate dal nuovo patto Ue su migrazione e asilo, entrato in vigore il 12 giugno dopo l’approvazione a dicembre. Le norme sono state in parte attenuate, ma il principio di base rimane: la responsabilità ricade sul Paese di primo arrivo. In cambio di un meccanismo di solidarietà obbligatorio in caso di crisi migratorie, l’Italia accetterà però la riammissione solo dei richiedenti asilo arrivati dopo l’entrata in vigore del patto.