Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha aperto il suo intervento al Consiglio Affari Interni informale in videoconferenza esprimendo solidarietà alla Spagna per gli eventi verificatisi a Ceuta.
Ha precisato che la decisione di ripristinare temporaneamente i controlli alle frontiere interne, in ambito aereo e marittimo, non è indirizzata contro la Spagna né contro altri partner, ma risponde a esigenze organizzative e di tutela della sicurezza nazionale.
Secondo il ministro, si tratta di una misura cautelare finalizzata a preservare la tenuta del sistema europeo dei controlli in un momento di particolare pressione, come è avvenuto in numerose altre circostanze.
Nel 2023: ong molto attive e oneri a carico dell’Italia
Piantedosi ha ricordato che nel 2023, durante l’aumento degli sbarchi a Lampedusa, l’Italia ricevette scarsa solidarietà dai partner europei, che erano soprattutto interessati a evitare i cosiddetti movimenti secondari dei migranti sbarcati. In quel periodo molte ONG operarono intensamente in mare, salvando persone e portandole poi nei porti italiani.
Ha affermato che l’Italia comprende la pressione che oggi sta subendo la Spagna e sa cosa significhi trovarsi in prima linea di fronte a un’emergenza straordinaria, come accadde nel 2023 quando migliaia di persone sbarcarono nel nostro territorio in pochi mesi.
Ricordando che il governo era da poco insediato, Piantedosi ha detto che fu necessario adottare strumenti nuovi per gestire quell’emergenza e che, in quell’occasione, l’Italia non ottenne la solidarietà attesa, registrando invece pressioni volte a limitare i movimenti verso il Nord Europa e lasciando il peso dell’accoglienza iniziale e delle procedure d’emergenza prevalentemente all’Italia.
Ha inoltre sottolineato che l’Italia dovette affrontare l’intenso attivismo delle navi delle ONG, che raccoglievano migranti nel Mediterraneo per portarli ripetutamente nei porti italiani. Ha ricordato inoltre che, in anni precedenti, l’impegno dell’Italia per la protezione delle frontiere esterne europee portò anche a un procedimento penale nei confronti di un ministro italiano, Matteo Salvini, per il caso della nave Open Arms, procedimento culminato in un’assoluzione a Palermo.
Superare i tabù: hub di rimpatrio in paesi terzi
Secondo Piantedosi, l’Unione europea deve lasciarsi alle spalle vecchi tabù ideologici e sperimentare soluzioni innovative per la gestione dei flussi migratori, come la creazione di hub per i rimpatri in paesi terzi, sul modello di quanto realizzato dall’Italia con l’Albania.
Ha sostenuto che, oltre a rafforzare i controlli dei confini e contrastare le reti di trafficanti, l’Europa dovrebbe mettere in pratica nuovi modelli per la gestione esterna delle procedure di asilo e per i rimpatri in paesi terzi considerati sicuri, avvalendosi della cornice legislativa recentemente creata a livello europeo.
Il ministro ha indicato che il protocollo Italia‐Albania ha fatto da apripista e ha suscitato interesse in un crescente numero di Stati membri. Lavorare con procedure di frontiera accelerate per esaminare le richieste d’asilo e svolgere i rimpatri all’interno di strutture nei paesi terzi sicuri rappresenterebbe, secondo lui, un deterrente efficace contro il traffico di esseri umani e i flussi irregolari.
Infine, Piantedosi ha richiamato l’importanza della dichiarazione di Chişinău, che a suo avviso offre elementi per interpretare in modo evolutivo le convenzioni internazionali su migrazione e asilo, tenendo conto anche degli interessi degli Stati nel controllo dei propri confini.
Leggi anche