Secondo il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, l’Unione europea deve intervenire per attenuare lo shock energetico conseguente alla chiusura dello Stretto di Hormuz. Pur ritenendo ideale l’attivazione della clausola di salvaguardia generale del Patto di stabilita, riconosce che e difficile ottenere il consenso necessario; per questo propone, come alternativa pratica, l’attivazione della clausola di salvaguardia nazionale. Ha inoltre chiesto di valutare a livello Ue l’introduzione di una tassa sugli extraprofitti delle societa energetiche. Queste indicazioni sono state illustrate oggi all’Eurogruppo a Bruxelles, nel corso del dibattito sugli effetti della crisi in Medio Oriente, e riflettono la posizione del governo italiano.
Giorgetti ha avvertito che le prospettive macroeconomiche globali si sono indebolite a causa delle recenti tensioni geopolitiche: si profila uno shock energetico, un peggioramento delle prospettive di crescita e rischi significativi al ribasso. L’inflazione e destinata ad aumentare, non si puo escludere una stretta monetaria e la dipendenza strutturale dalle importazioni energetiche resta elevata, il che rende urgente accelerare la transizione verso fonti energetiche piu sicure e sostenibili.
Il ministro ha osservato che la dipendenza italiana dalle importazioni provenienti dalle economie del Golfo e relativamente contenuta ma non inesistente. Pur mostrando segnali di resilienza, l’economia italiana e vulnerabile all’impatto sulla produzione industriale, con particolare preoccupazione per il settore chimico, colpito dalla scarsita di materie prime critiche.
Risposta rapida, coordinata e proporzionata necessaria
Giorgetti ha sostenuto che lo shock energetico provocato dalla crisi iraniana richiede una reazione europea rapida, coordinata e proporzionata, traendo insegnamenti dalla crisi del 2022-2023. Le misure di emergenza devono essere mirate, temporanee e inserite in un quadro europeo comune. E utile distinguere tra interventi a breve-medio termine per mitigare gli effetti immediati e misure a lungo termine per ridurre le dipendenze energetiche.
Per il ministro, se la situazione dovesse aggravarsi, sarebbe opportuno attivare la clausola di salvaguardia generale a livello Ue per ottenere maggiore margine di bilancio. Si tratta della stessa clausola utilizzata nel marzo 2020 per consentire ai Paesi membri di aumentare i deficit durante i lockdown dovuti alla pandemia di Covid-19.
Tuttavia tra gli Stati membri non c’e consenso su questa opzione: Germania, Paesi Bassi e altri si oppongono, e la Commissione ritiene al momento che non sussistano le condizioni per attivarla. Giorgetti lo ha riconosciuto durante il dibattito.
Di conseguenza, ha proposto che, se non si raggiungesse l’intesa necessaria sulla clausola generale, si proceda con un’attivazione coordinata delle clausole di salvaguardia nazionali come alternativa praticabile, mantenendo un impegno rigoroso per la sostenibilita fiscale. Il loro impiego sarebbe temporaneo, circoscritto e focalizzato sui settori piu esposti, in linea con la flessibilita prevista dalla Commissione nel quadro temporaneo per gli aiuti di Stato (il Temporary Framework per il Medio Oriente – Metsaf).
Proposta di tassa Ue sugli extraprofitti delle societa energetiche
Giorgetti ha aggiunto che questo approccio assicurerebbe parita di condizioni tra gli Stati membri, permettendo di erogare sostegni mirati senza compromettere l’integrita del mercato unico, e ha invitato la Commissione a valutarlo. Le misure dovrebbero concentrarsi sull’alleggerimento dell’impatto per i settori piu colpiti – agricoltura, pesca, trasporti e industrie ad alta intensita energetica – attraverso aiuti proporzionati e temporanei.
Ha inoltre proposto di estendere, senza modificarne il tetto gia previsto, l’applicazione della clausola di salvaguardia nazionale (Nec) per ragioni di difesa legate alla crisi iraniana, richiamando le disposizioni in materia di sicurezza nazionale previste nel Temporary Framework approvato la settimana precedente dalla Commissione Ue.
Il ministro si e detto disponibile a discutere misure selettive per incrementare le entrate e ha espresso sostegno all’introduzione a livello Ue di una tassa sugli extraprofitti delle societa energetiche, proposta dall’Italia insieme ad altri quattro Stati membri (Germania, Portogallo, Austria e Spagna) in una lettera inviata alla Commissione il 3 aprile.
Giorgetti ha ricordato che nella comunicazione “AccelerateEu” del 22 aprile la Commissione non ha presentato una proposta specifica ma si e dichiarata disponibile ad assistere nella definizione di tali imposte. Per questo ha auspicato una collaborazione produttiva e un supporto costruttivo: a suo avviso l’atteggiamento del “wait and see” e superato e ora e il momento di agire.
