Iran-US talks precarious as Trump issues ultimatum; Tehran ship blocked

Il presidente degli Stati Uniti ha annunciato l’invio di una delegazione in Pakistan per il secondo round di negoziati con l’Iran, ma Teheran non ha ancora confermato la propria partecipazione. Nello Stretto di Hormuz la situazione resta tesa: da una parte il blocco navale statunitense, dall’altra le azioni della Repubblica islamica. A 24 ore dalla scadenza di una tregua prevista per il 21 aprile, gli Stati Uniti hanno intercettato e bloccato una nave mercantile iraniana, aumentando il rischio di un’escalation, come ha avvertito lo stesso presidente. “I miei rappresentanti stanno andando a Islamabad”, ha scritto Trump sul social Truth, annunciando l’arrivo della delegazione previsto per la sera di lunedi 20 aprile. La Casa Bianca invia il vicepresidente JD Vance, l’inviato speciale Steve Witkoff e Jared Kushner, la stessa squadra del primo turno di colloqui che non aveva portato a un accordo. Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti hanno presentato <> e ha espresso la speranza che venga accettato.

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Trump invia Vance a Islamabad per i colloqui e avverte

Trump ha avvertito che, in assenza di un accordo, l’operazione denominata Epica Fury potrebbe riprendere: ha minacciato di colpire infrastrutture critiche come centrali elettriche e ponti se le richieste degli Stati Uniti non saranno accolte. Nel frattempo il blocco navale nello Stretto di Hormuz prosegue, con conseguenze sul piano delle relazioni e della sicurezza marittima.

Gli Stati Uniti: <>

Secondo le autorita statunitensi, una nave mercantile battente bandiera iraniana, la Touska, e stata fermata mentre tentava di eludere il blocco navale nel Golfo dell’Oman. Il cacciatorpediniere USS Spruance avrebbe ordinato l’arresto della nave; di fronte al rifiuto dell’equipaggio, le forze statunitensi avrebbero provocato danni alla sala macchine e avviato l’occupazione della nave da parte dei Marines. Gli Stati Uniti affermano che la Touska e soggetta a sanzioni del Tesoro per precedenti attivita ritenute illecite e che al momento sono in corso verifiche sul carico e sulle condizioni della nave.

Teheran non conferma la partecipazione ai colloqui

L’incidente rischia di complicare ulteriormente i negoziati, che si svolgono con la mediazione del Pakistan. Teheran chiede la fine del blocco navale e non ha formalmente garantito la propria presenza al tavolo. L’agenzia di stampa Fars indica che una decisione finale sulla partecipazione <> e, citando fonti interne, segnala prospettive non particolarmente positive per i colloqui.

Anche l’agenzia semi-ufficiale Tasnim e la tv di Stato Irib riferiscono che l’Iran non intende procedere con i colloqui finche il blocco non verra revocato. Cnn, basandosi su fonti, riporta invece che una delegazione iraniana potrebbe arrivare a Islamabad martedi, guidata dal ministro degli Esteri Abbas Araghchi e dal presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf, come nel primo round.

Il Pakistan si prepara

In assenza di conferme definitive, il Pakistan sta predisponendo misure di sicurezza. A Islamabad e stato attivato un piano per proteggere l’area dell’hotel che ospito i primi colloqui: la struttura e stata sgomberata, le strade circostanti chiuse e la citta si prepara a un’ampia presenza di forze di sicurezza, con oltre 10mila soldati e agenti mobilitati nelle prossime ore.