Durante la Domenica delle Palme e scoppiato un caso diplomatico per la chiusura dei luoghi sacri nella Citta Vecchia di Gerusalemme. Al centro della controversia c’e il divieto imposto dalle autorita israeliane al patriarca latino Pizzaballa di accedere al Santo Sepolcro.
La posizione di Tel Aviv
L’ambasciatore israeliano in Italia, Jonathan Peled, intervenendo a Tg4 – Diario della domenica, ha spiegato la motivazione del suo governo. Ha detto di comprendere l’importanza della giornata per i cattolici e di non aver voluto offendere i fedeli, ma ha sottolineato che le autorita israeliane hanno adottato la misura per motivi di sicurezza a causa dei recenti attacchi missilistici.
Secondo Peled, tutti i luoghi sacri della Citta Vecchia sono stati chiusi per un mese dopo che missili hanno colpito la zona. Ha aggiunto che il patriarca era stato informato della restrizione ma ha comunque scelto di recarsi al Santo Sepolcro. L’ambasciatore ha definito l’intervento <
La convocazione della Farnesina
Sul fronte diplomatico l’Italia ha reagito convocando l’ambasciatore israeliano alla Farnesina. Le autorita italiane hanno espresso disappunto per la decisione, pur riconoscendo le sensibilita del mondo cattolico e la complessita della situazione politica in Medio Oriente. L’ambasciatore Peled ha concluso che, essendo Paesi amici, possono esserci differenze di vedute che vanno gestite nel dialogo.
