Il Presidente di Confartigianato Imprese Padova Dall’Aglio: “Manca una politica energetica strutturale. Fotovoltaico e comunità energetiche restano la strada”
I nuovi rincari dell’energia riaccendono le preoccupazioni delle imprese artigiane padovane e riportano alla memoria la crisi del 2022. Ma, a distanza di quattro anni, il nodo resta lo stesso: la mancanza di una strategia energetica strutturale capace di ridurre la dipendenza dai mercati internazionali. A evidenziarlo è Confartigianato Imprese Padova, che sottolinea come gli aumenti oggi previsti – pur lontani dai picchi straordinari del 2022 – si inseriscano in un contesto che non è stato sufficientemente messo in sicurezza.
“La sensazione è che non abbiamo imparato fino in fondo la lezione del 2022 – afferma il presidente di Confartigianato Imprese Padova, Gianluca Dall’Aglio –. Oggi torniamo a parlare di rincari e di instabilità, segno che il problema non è stato risolto alla radice”.
La crisi energetica di allora aveva avuto un impatto pesantissimo sul sistema produttivo: tra settembre 2021 e agosto 2022 le micro e piccole imprese del territorio padovano hanno sostenuto oltre 443 milioni di euro di costi aggiuntivi per l’energia elettrica. Oggi lo scenario è diverso, ma resta fragile. Le simulazioni, elaborate dal servizio Sos Energia di Confartigianato Imprese Padova, indicano infatti che, su base annua, i costi dell’energia elettrica potrebbero aumentare tra il 20% e oltre il 30%, con ricadute trasversali sui diversi comparti: si va, ad esempio, da incrementi superiori al 30% per attività come parrucchieri e panifici, a valori intorno al 20-25% per settori come la metalmeccanica e l’autoriparazione. Anche sul fronte del gas si registrano aumenti stimati tra il 10% e il 20%, con impatti significativi per attività energivore come panifici, lavorazione pelli e officine.
“Il punto non è solo l’entità degli aumenti, ma la loro ripetitività – prosegue Dall’Aglio –. Continuiamo a essere esposti a shock esterni perché non abbiamo ancora rafforzato in modo deciso le alternative”.
Proprio per questo, Confartigianato Imprese Padova ha strutturato negli anni una serie di strumenti concreti a supporto di imprese e famiglie. Il primo è lo Sportello Sos Energia, attivo da quasi vent’anni, che affianca le imprese nella lettura delle bollette, nell’analisi dei contratti e nell’individuazione delle soluzioni più vantaggiose. Un servizio che consente di orientarsi in un mercato complesso e di individuare margini di risparmio spesso non immediatamente visibili.
Accanto a questo, per le imprese è possibile aderire al Caem – Consorzio Acquisti Energia, che permette di aggregare la domanda e accedere al mercato con maggiore forza contrattuale. L’adesione al consorzio rappresenta uno strumento concreto per contenere i costi e ridurre l’esposizione alla volatilità dei prezzi, grazie a condizioni di acquisto più favorevoli e a una gestione più strutturata delle forniture. Ma la risposta più strategica resta quella legata all’autoproduzione. Già nel 2022 Confartigianato aveva evidenziato, grazie alla ricerca sviluppata da Smart Land, come l’installazione di impianti fotovoltaici sui tetti dei capannoni potesse rappresentare una svolta: secondo lo studio, la copertura diffusa dei tetti industriali della provincia consentirebbe di soddisfare oltre l’84% del fabbisogno energetico delle imprese.
In questa direzione si inserisce il progetto di Comunità Energetica Rinnovabile (CER) promosso da Confartigianato Imprese Padova insieme a PART-ENERGY , già operativo in 14 Comuni e in fase di estensione nel territorio provinciale. La comunità energetica consente a imprese e cittadini di produrre, condividere e autoconsumare energia rinnovabile, riducendo i costi e aumentando l’autonomia energetica. L’ingresso nella CER è accompagnato da un percorso completo: dall’analisi dei fabbisogni energetici alla progettazione degli impianti fotovoltaici, fino al supporto nell’accesso al credito e nella gestione degli incentivi. Un modello che permette non solo di ridurre la spesa energetica, ma anche di valorizzare gli investimenti e migliorare la sostenibilità complessiva delle attività.
“In questi anni si è fatto qualcosa, ma non abbastanza – osserva Dall’Aglio –. Oggi abbiamo strumenti concreti a disposizione: dobbiamo utilizzarli e rafforzarli. Il fotovoltaico, le comunità energetiche e l’aggregazione negli acquisti non sono più opzioni, ma scelte strategiche”. “Dobbiamo passare da una logica emergenziale a una logica strutturale – conclude Dall’Aglio –. Senza una politica energetica più forte e coerente, saranno ancora una volta le imprese e le famiglie a pagare il prezzo delle crisi internazionali”.