In una lettera inviata ai capi di Stato e di governo in vista del prossimo Consiglio Europeo, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen afferma che gli Stati membri dell’Ue hanno un “ampio margine” per ridurre la tassazione sull’energia elettrica.
Von der Leyen osserva che l’attuale sistema di determinazione dei prezzi dell’elettricita pone “sfide significative” per alcuni Paesi, soprattutto quando i prezzi del gas sono elevati. Oltre ad accelerare la transizione strutturale verso fonti pulite, e necessario alleggerire l’impatto dei costi dei combustibili fossili nei periodi di tensione dei prezzi.
Riferendosi al rapporto Draghi, von der Leyen sottolinea che i contratti a lungo termine, noti come accordi di acquisto di energia (PPA), possono contribuire a separare i prezzi dell’energia industriale dalla volatilita del mercato all’ingrosso. Finora, tuttavia, il loro utilizzo e rimasto limitato.
La Commissione intende rimuovere gli ostacoli all’adozione dei PPA e promuoverne maggiormente l’uso per tutte le fonti a basse emissioni di carbonio, anche combinandoli con contratti per differenza (CfD). Inoltre, evitare la chiusura anticipata di impianti in grado di fornire energia affidabile, a basso costo e a basse emissioni, come alcune centrali nucleari esistenti, puo avere un ruolo importante.
Von der Leyen ricorda che gli Stati membri possono dare un “sollievo immediato” alle industrie piu colpite sui prezzi dell’elettricita tramite il quadro esistente degli aiuti di Stato (CISAF). Lo stesso approccio e applicabile ai costi indiretti del carbonio: gli Stati possono compensare fino all’80% di tali costi, riducendone l’impatto per i settori ad alta intensita energetica.
Al momento sedici Stati membri impiegano gia questo strumento. La Commissione intende rafforzare e rendere piu flessibili questi meccanismi, in modo da permettere interventi piu rapidi dove necessario.
Secondo la presidente, alcuni Paesi hanno inoltre sovvenzionato o limitato il prezzo della produzione da centrali a gas e ridistribuito i ricavi inframarginali, come avvenuto durante la crisi energetica del 2022. La Commissione valutera caso per caso l’efficacia e gli effetti di questi strumenti di emergenza nazionali volti a contenere il passaggio degli alti prezzi del gas sui costi dell’elettricita.
La progettazione di misure di emergenza deve comunque evitare distorsioni del mercato interno, preservare i segnali d’investimento a lungo termine per le energie pulite e impedire che si generi una domanda aggiuntiva eccessiva di gas. Accelerare l’integrazione di energie a basse emissioni e di produzione nazionale nel sistema energetico e tra i modi piu efficaci per limitare l’influenza dei combustibili fossili sui prezzi.
Von der Leyen avverte che non possiamo permettere che grandi quantita di energia rinnovabile economicamente vantaggiosa non raggiungano i consumatori a causa di reti inadeguate. Per questo motivo va data priorita ai negoziati sul pacchetto Reti, con particolare attenzione all’accelerazione delle procedure di autorizzazione, alla loro rapida approvazione e ad altri elementi mirati ad aumentare la flessibilita del sistema, compreso il lato della domanda.
Occorre inoltre sfruttare al meglio le infrastrutture di rete esistenti. Sebbene le tariffe di rete siano necessarie per finanziare gli investimenti, e importante garantire che gli utenti ricevano incentivi adeguati per utilizzare in modo ottimale le infrastrutture esistenti ed evitare cosi espansioni di rete non necessarie e costose.
I gestori di rete possono fare di piu per migliorare la produttivita delle infrastrutture, adottando pienamente tecnologie innovative. Per raggiungere questi obiettivi la Commissione presentera una proposta legislativa che, al tempo stesso, permetta agli Stati membri di ridurre le tariffe di rete per le industrie ad alta intensita energetica.
Infine, von der Leyen segnala che permangono notevoli discrepanze fiscali a seconda della fonte energetica: in molti casi l’elettricita e tassata fino a quindici volte piu del gas. Questa situazione grava in modo sproporzionato sulle imprese, in particolare su quei settori ad alta intensita energetica che stanno elettrificando e decarbonizzando i loro processi. Esiste quindi, anche tramite interventi normativi, un “ampio margine” per ridurre la tassazione sull’elettricita, rimuovere alcune voci non energetiche dalle bollette e garantire un trattamento fiscale piu favorevole per l’elettricita rispetto ai combustibili fossili, conclude von der Leyen.