Tehran’s air disadvantage: using Vietnam-era jets

Il confronto aereo tra Iran e Israele, sostenuto dagli Stati Uniti, mette in luce la marcata debolezza della forza aerea di Teheran, che impiega in larga parte velivoli risalenti all’epoca della Guerra fredda o addirittura alla guerra del Vietnam, mantenuti operativi con pezzi di ricambio recuperati e soluzioni improvvisate. Secondo fonti militari citate dal Wall Street Journal e confermato da immagini diffuse da Israele, un caccia stealth F-35 israeliano ha abbattuto con facilita un jet iraniano Yak-130, un velivolo russo subsonico impiegato principalmente per l’addestramento e acquisito dall’Iran solo nel 2023.

Nei giorni successivi altri episodi hanno confermato il divario tecnologico tra le aviazioni: un pilota dell’aeronautica del Qatar ha distrutto due bombardieri iraniani Sukhoi Su-24, entrati in servizio negli anni Settanta, mentre Israele ha preso di mira sulla pista dell’aeroporto di Tabriz un F-4 Phantom II e un F-5, entrambi velivoli statunitensi acquistati dall’Iran sotto lo Shah negli anni Sessanta e Settanta.

Decenni di sanzioni internazionali hanno ostacolato il rinnovamento della flotta di Teheran, obbligando il paese a mantenere in servizio aerei obsoleti e a compensare la debolezza dell’aviazione con un maggiore ricorso a missili balistici e droni. Pur avendo effettuato alcune acquisizioni dalla Russia e dalla Cina negli anni Novanta, l’Iran dispone oggi di una forza aerea piu ridotta e meno avanzata rispetto a quella dei suoi avversari, rendendo i suoi velivoli obiettivi relativamente facili per i caccia occidentali moderni impiegati da Israele e dagli Stati Uniti.