Trump vows to press on with new tariffs after Supreme Court pause

Donald Trump ha definito la sentenza <> e ha accusato la Corte Suprema di essere stata influenzata da interessi esterni. Pur criticando la decisione, ha annunciato che andra avanti con la politica dei dazi. Ha dichiarato che <> resteranno pienamente in vigore i dazi ricollegati alla sicurezza nazionale ai sensi della Sezione 232 del Trade Expansion Act del 1962 e i dazi esistenti ai sensi della Sezione 301; inoltre ha annunciato l’intenzione di firmare un ordine per introdurre un dazio globale del 10% ai sensi della Sezione 122 del Trade Act del 1974, che si sommerebbe ai dazi gia applicati. Ha precisato che le future misure saranno fondate su basi giuridiche diverse rispetto a quelle usate in precedenza.

Il vecchio e il nuovo piano

Non tutto il sistema di dazi voluto dall’amministrazione Trump e stato eliminato. La Corte non ha annullato i dazi settoriali su acciaio, alluminio, legname e automobili adottati sotto la Sezione 232 per motivi di sicurezza nazionale. Le tariffe su acciaio e alluminio restano applicate a livello globale al 50%, con una riduzione al 25% per il Regno Unito. Rimangono inoltre in vigore i dazi adottati ai sensi della Sezione 301 contro pratiche commerciali sleali, in particolare quelli rivolti alla Cina, con aliquote che vanno dal 7,5% fino al 100% su centinaia di miliardi di dollari di beni.

Trump ha detto che <> e ha citato l’intesa con l’India come inalterata. Non ha invece fatto riferimenti espliciti all’intesa raggiunta a luglio 2025 con l’Ue, che prevedeva dazi base del 15% sulla maggior parte delle esportazioni europee verso gli Stati Uniti.

La Commissione Europea ha dichiarato di <> e di starla esaminando attentamente. L’esecutivo Ue ha affermato di essere in stretto contatto con l’amministrazione statunitense per ottenere chiarimenti sulle misure che saranno adottate in risposta alla pronuncia. Secondo la Commissione, imprese su entrambe le sponde dell’Atlantico necessitano di stabilita e prevedibilita nei rapporti commerciali; per questo l’Ue continua a sostenere tariffe doganali basse e a lavorare per la loro riduzione.

In sintesi, la Corte Suprema ha respinto l’uso da parte di Trump dell’International Emergency Economic Powers Act (IEEPA) del 1977 per imporre dazi, ritenendo che quella norma non autorizzi il presidente a disporre tariffe commerciali senza il mandato del Congresso. Trump ha annunciato che procedera comunque con nuovi dazi, sostenendo che il percorso legale sara piu complesso e richiedera tempo, ma che il risultato sara analogo e portera maggiori entrate. Ha anche criticato la Corte per altri aspetti della decisione.

Rebus rimborsi

La sentenza non chiarisce se gli Stati Uniti dovranno restituire i circa 175 miliardi di dollari gia incassati con i dazi che la Corte ha giudicato illegittimi. Secondo uno studio della Penn Wharton School, la decisione puo aprire la strada a richieste di rimborso da parte degli importatori.

In generale, gli importatori dispongono di 180 giorni dalla <> delle merci per presentare ricorso e richiedere un rimborso alla U.S. Customs and Border Protection. Trump ha commentato che la questione portera a contenziosi prolungati: <>, ha detto.

Pur cambiando gli strumenti giuridici, la strategia dell’amministrazione sembra rimanere invariata: il presidente intende continuare a imporre dazi senza il coinvolgimento del Congresso. Trump ha affermato di ritenere di avere il diritto di imporre tariffe e ha sostenuto che la decisione della Corte, anziche indebolire, avrebbe rafforzato e chiarito la capacita del presidente di regolamentare il commercio e applicare dazi. Ha concluso dicendo che la sentenza ha riportato <> all’economia statunitense e, secondo lui, all’economia mondiale.