COLDIRETTI IN CAMPO CON UNA STRATEGIA DI TUTELA DEL VIGNETO ITALIA

Il vino italiano stretto tra gli attacchi di Bruxelles e i costi stellari di produzione. La Consulta vino della Coldiretti, presieduta da Francesco Ferreri, ha centrato la sua ultima riunione su questi temi sensibili per la tenuta del settore. L’andamento produttivo della nuova campagna è stato positivo con quantitativi che si sono attestati su quelli dello scorso anni. In linea con l’anno precedente anche la produzione mondiale (circa 260 milioni di ettolitri). Continuano a crescere in volumi e valore i prodotti venduti con un peso crescente della Gdo nel 2022 rispetto al 2019 (ante Covid). Performance positive su tutti i mercati con incrementi maggiori del valore rispetto alle quantità confermando così l’incremento del prezzo medio delle etichette Made in Italy.

Ma c’è l’emergenza costi con l’esplosione registrata nel 2022 e i segnali di ulteriori rialzi anche per quest’anno. A pressare le imprese il caro gasolio e concimi, ma anche i listini del vetro (+50%), dei tappi (+20 per quelli in sughero e + 40 di altri materiali) e dei cartoni (+45%).

E si annunciano altri aumenti. La Gdo – ha rilevato la Consulta Coldiretti – si sta mostrando poco ricettiva a rivedere i listini dei vini che peraltro non sono stati ritoccati neppure lo scorso anno. Le aziende dunque hanno dovuto assorbire il peso dei costi stellari. A questo punto però, con la flessione del costo del gas, i produttori si aspettavano una riduzione dei prezzi del vetro. Invece le bottiglie non solo restano super costose (con aumenti dal 45% al 150% a seconda della tipologia), ma addirittura potrebbero subire ulteriori incrementi. Solo il costo del cartone è in rallentamento.

Ferreri ha segnalato la difficoltà del settore e ha sostenuto la necessità di “difendere il Vigneto Italia”. I prezzi vengono stabiliti con la Gdo a inizio anno e restano congelati. Qualche catena distributiva si è resa disponibile a ritoccare i listini ma non oltre il 6% secondo l’inflazione valutata dalla Gdo. Un aumento che il consigliere delegato di Filiera Italia, Luigi Scordamaglia, ha bollato come “ridicolo” prospettando anche l’ipotesi che ci possano essere le condizioni di pratica sleale.

Ora si punta dunque ad avviare un confronto con la Gdo. Il presidente della Coldiretti, Ettore Prandini, ha affermato che a questo punto è importante che la Consulta metta in campo strategie per arrivare a una soluzione. Il vino ha le spalle larghe, ma il presidente ha messo in guardia da dinamiche che possano bloccare i processi di successo. E’ poi tornato sulla questione delle etichette “allarmistiche” adottate dall’Irlanda sul vino e ha annunciato che la Coldiretti ha aperto un tavolo con le rappresentanze agricole di altri paesi dell’Unione europea, per fare asse con partner come Francia e Spagna.

Prandini ha ricordato il risultato ottenuto sul bando della promozione “orizzontale” grazie al pressing Coldiretti e ha ribadito che si proseguirà nel lavoro di interlocuzione nella Ue. Perché la clausola vale solo per il 2023 e dunque il tema delle risorse per la promozione va attenzionato. Ha aggiunto che la Coldiretti vuole che anche il vino rientri ne Regolamento Ig, e ha espresso perplessità sulle posizioni assunte da qualche associazione del settore (Federdoc e le altre associazioni agricole) che invece sono contrarie. Chi rimane fuori dal sistema Ig potrebbe perdere le tutele anche negli accordi di libero scambio e trovarsi a fare una battaglia in salita per non essere escluso dai fondi per la promozione.

Il presidente della Coldiretti infine ha rilanciato sull’internazionalizzazione lavorando anche con l’Ice che oggi ha un’attenzione diversa rispetto al passato. L’obiettivo è far crescere i territori dove non c’è una giusta valorizzazione del vino. E la Coldiretti pensa anche a misure specifiche per il vino nei Psr.

Alessandro Apolito, Capo Servizio Tecnico di Coldiretti, nel suo intervento ha detto che si sta lavorando a Bruxelles con i tecnici che spesso sono più importanti dei politici perché è in atto un attacco sistematico al vino senza considerare che proprio su questo prodotto in Europa è nata la politica della qualità. E intanto è spuntato un nuovo fronte che allarma anche le cantine, la direttiva sugli imballaggi che prevede che dal 2030 il 5% degli imballaggi, essenzialmente le bottiglie di vetro delle bevande alcoliche debbano essere riutilizzate per arrivare al 15% nel 2040. Con una sola esclusione al momento prevista le bottiglie per gli spumanti. Si punta a chiedere la completa esclusione del settore da questa direttiva ancora una volta firmata da Timmermans.

Infine Domenico Bosco, responsabile dell’ufficio vitivinicolo della Coldiretti ha illustrato alcuni aggiornamenti di carattere normativo. Sul tema della etichettatura degli ingredienti e delle calorie per il vino, ha ricordato come obbligo decorre dal 8 dicembre 2023, sull’etichettatura ambientale degli imballaggi che è formalmente entrata in vigore il 1° gennaio 2023 ma per la quale ci sia attende una proroga al 1 gennaio 2024.

Coldiretti sta lavorando alla implementazioni di nuove funzionalità connesse con il servizio di tenuta dei registri di cantina per agevolare i produttori che per entrambi i nuovi obblighi vogliano optare per la comunicazione digitale al di fuori dell’etichetta, possibilità espressamente prevista e molto interessante anche per agevolare la messa a disposizione dell’etichetta in altre lingue.

L’avvio delle attività di Vigneto Italia in tema di promozione sui mercati dei paesi terzi e la necessità di continuare a sollecitare il Masaf per semplificare la gestione della misura e allargare la possibilità di finanziare azione di carattere orizzontale. Sul fronte del “vino dealcolato” ha ricordato che il Ministero ha avviato una riflessione sul campo di applicazione delle nuove disposizioni comunitarie. Coldiretti ha ribadito la necessità di escludere la possibilità di chiamare vino qualsiasi prodotto che abbia subito pratiche di dealcolazione tali da portare la gradazione alcolica al di sotto del limite inferiore della specifica categoria di appartenenza.

(Coldiretti Padova)