Certificazione Energetica edifici: sei su dieci sono ancora in classe F o G

Dal Rapporto sulla Certificazione Energetica degli edifici pubblicato annualmente da ENEA, emerge che oggi in Italia sei edifici su dieci sono in classe F o G, ovvero le ultime due classi. Giunto alla terza edizione, il Rapporto 2022 si basa sui dati provenienti da Regioni e Province autonome e presenti sul Sistema Informativo sugli Attestati di Prestazione Energetica (SIAPE), con particolare attenzione agli Attestati di Prestazione Energetica (APE) emessi nel 2021.
Prima di tutto il Rapporto segnala l’attuazione di diverse misure in campo di efficienza energetica, come l’entrata in vigore dei requisiti NZEB (Nearli Zero Energy Buildings) per tutte le nuove costruzioni. Inoltre, sono state introdotte le prescrizioni inerenti alla misurazione e alla fatturazione dei consumi energetici per riscaldamento, raffrescamento e produzione centralizzata dell’acqua calda nei condomini e negli edifici polifunzionali. Due elementi che dovrebbero portare al miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici. Un altro segnale positivo è l’aumento sensibile degli interventi di riqualificazione energetica degli edifici dovuti al Superbonus 110% e agli altri bonus edilizi.
Dai dati riportati nel Rapporto emerge che dal 2020 al 2021 si è registrata una diminuzione di circa il 2% di immobili nelle classi energetiche F e G, specie in favore delle classi A4 e B. Nonostante ciò, rimane il fatto che buona parte del patrimonio immobiliare del nostro Paese ha prestazioni energetiche scarse o pessime: il 60% degli edifici rientra nelle due classi più basse, F e G. In particolare il 34,3% degli edifici rientra nella classe G.
Inoltre, il Rapporto 2022 ha introdotto una novità: l’esito del questionario sottoposto ai certificatori energetici, una massiva raccolta di dati attraverso 6.700 questionari. Dalle risposte in particolare si evidenzia come il ruolo e la credibilità dell’APE devono essere rafforzati per rendere più chiaro il vantaggio che il cittadino può ottenere dall’attestato.
Il Rapporto ENEA ha analizzato i parametri contenuti nei circa 1,3 milioni di Attestati di Prestazione Energetica APE emessi nell’anno 2021 in modo da avere una panoramica delle prestazioni energetiche degli immobili del Paese e confrontrarli con i dati dell’anno precedente. In particolare, con riguardo agli APE, l’85% è stato emesso in occasione di passaggio di proprietà e locazioni di immobili, circa il 3% per gli immobili di nuova costruzione, quasi il 4% per le riqualificazioni energetiche, il 2,5% per le ristrutturazioni importanti.
Si segnala inoltre l’importanza di uno strumento come il Sistema Informativo sugli Attestati di Prestazione Energetica (SIAPE) che sta andando gradualmente a regime e rappresenta la base per le politiche energetiche finalizzate alla riduzione dei consumi, in linea anche con gli obiettivi globali di sostenibilità ambientale.

(Adnkronos)