Solidaria 2022, bilancio conclusivo della quinta edizione

Chiusa la quinta edizione del Festival del Volontariato e della Solidarietà. Oltre 20 mila partecipanti agli eventi ed almeno 280 realtà no profit coinvolte. Numeri notevoli che ci aiutano a capire quanto sia forte il legame tra volontariato ed il territorio, nelle province di Padova e Rovigo.

I Contenuti

Nella giornata di inaugurazione del Festival, avvenuta a Rovigo il 17 settembre, hanno avuto grande valore le parole del sindaco Edoardo Gaffeo. Il primo cittadino rodigino ha evidenziato l’importanza del volontariato nel “sistema Paese, sopperendo alle carenze del Pubblico o anticipando le risposte ai bisogni emergenti delle nostre comunità. Durante la pandemia, siamo riusciti a costruire un modello in grado di tenere coese le comunità, ma le difficoltà che ci attendono questo autunno ci preoccupano. Serve uno sforzo collettivo, una sinergia che non lasci indietro nessuno. Solidaria, quindi, rappresenta un’occasione per ribadire questa unione di intenti e valorizzare la straordinaria ricchezza del mondo del volontariato”.

D’altronde, era proprio questo l’obiettivo del festival. La parola “desiderio”, il fil rouge di questi 10 giorni di Solidaria, ha identificato la consapevolezza dell’intera comunità di doversi far carico del benessere di tutti, perché solo insieme è possibile uno sviluppo sostenibile, garantire una solidarietà internazionale ed una comunità inclusiva.

Nel corso del festival anche altri ospiti hanno focalizzato i propri interventi attorno al termine “desiderio”, come Michela Marzano che ha posto al pubblico la riflessione forse più semplice e, al tempo stesso, più complessa di tutte: “Che cos’è il desiderio?”. Secondo la filosofa ed accademica italiana, “è il vuoto che fornisce consistenza al desiderio. Il punto di partenza di questa definizione è proprio questo, l’assenza. Perché in realtà, ognuno di noi, che lo voglia o meno, che lo riconosca oppure no, è caratterizzato da qualcosa che manca, da un qualcosa che non c’è. Ed è proprio questa la radice del desiderio”. A questo, si può legare anche la riflessione di Vito Mancuso sui tipi di desiderio: “Il desiderio è ambiguo, la sua presenza è necessaria alla vita ma può anche avvelenarla. E da tali ambiguità di fondo sono scaturite all’interno del pensiero tre diverse posizioni in ordine al desiderio: incremento, estinzione, orientamento. L’incremento del desiderio è quanto ci propone la società in cui viviamo e che fa di noi dei soggetti che nutrono i più svariati desideri. La seconda posizione ambisce a estinguere i diversi desideri e con loro anche il desiderio. Non si può vivere senza desiderare, ma si può, anzi si deve vivere, orientando il desiderio, che una volta orientato si chiama aspirazione”.

Anche Telmo Pievani, ha voluto dare la sua definizione della parola di Solidaria 2022. Durante la sua affascinante “visita guidata e ragionata” all’Orto Botanico di Padova, ha regalato emozioni e stupore nel sentire che proprio in quel luogo si sono svolti eventi che hanno cambiato la vita dell’uomo. A 30 anni dalla Convenzione ONU sulla Biodiversità, Pievani ha spiegato qual è il rapporto tra natura, desiderio e umanità: l’uomo ha il desiderio di essere felice, di migliorare la propria vita e, possibilmente, la vita degli altri; l’approccio che ha nei confronti del prossimo e dell’ambiente in cui vive, specie la natura, incide molto su questo aspetto. All’interno dell’Orto Botanico le piante vengono selezionate e cambiate per renderle “migliori”, ma, a ben vedere, sono loro stesse a cambiare l’uomo e a migliorarlo. E quando l’uomo abbandona l’intenzione esclusivamente utilitaristica e predatoria, si avvicina all’ambiente entrandone in simbiosi, per ascoltarlo e così beneficiarne.

Le persone non sanno quello che desiderano, a domanda esprimono quello che sanno o che gli sembra più consono, tutti i questionari o le ricerche su cosa le persone vorrebbero in quella piazza o in quel parco sortiscono risposte prefabbricate, inutili”. Stefano Laffi, consulente e formatore, spiazza l’uditorio di educatrici e educatori che hanno preso parte all’incontro su “Discutere le pratiche”: serve tempo per ricercare ed ascoltare le vere domande delle persone, tanto più degli adolescenti, non esistono scorciatoie. Lo sguardo dell’esperto chiamato a “discutere” alcune pratiche sociali padovane assieme ai protagonisti ha acceso, come pietra focaia, scintille di conoscenza. La realtà di nuovi giovani protagonisti in Europa con imprese impegnate nelle filiere del cibo, di cui ha parlato Andrea Calori, ha dato coraggio ai protagonisti padovani del chilometro zero. E la discussione con gli operatori della Murialdo, impegnati nel sostegno alle fragilità, ha fatto scoprire a chi ha partecipato una realtà solida e determinata, convinta, malgrado tutto, della necessità di percorsi di dignità per ciascuno.

Il costituzionalista Emanuele Rossi, nel suo incontro curato insieme al Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Ferrara presso il Consorzio Università di Rovigo, ha fatto un affondo sul ruolo del volontariato partendo dall’art. 2 della Costituzione che prevede la centralità della persona, una forte interconnessione tra diritti e doveri e l’importanza delle formazioni sociali che permettono la piena realizzazione della persona per arrivare al Codice del Terzo Settore e in particolare all’art. 19 che prevede che le amministrazioni pubbliche debbano promuovere la cultura del volontariato, soprattutto tra i giovani. Da questo enunciato, Rossi ha accompagnato il pubblico ad un approfondimento sulla “cultura del volontariato, una cultura che nasce dall’esperienza, non da una riflessione teorica, che può garantire la miglior interconnessione tra diritti – soprattutto delle persone più fragili – e doveri di solidarietà. Ci vuole sempre più un volontariato che alzi la testa, che sappia interrogarsi su dove sta andando la società. Il volontariato può garantire lo sviluppo democratico delle nostre comunità ed essere esempio di partecipazione civica, sia nelle forme storiche con cui lo conosciamo sia nelle nuove forme più informali che stanno nascendo”.

La parola “desiderio” è stata poi esplorata con altre iniziative esperienziali, come la navigazione inclusiva sul Delta del Po insieme alle ragazze e ragazzi dell’associazione Luci Sul Mare di Porto Tolle (RO), con lo spettacolo “Il grande inquisitore” tratto da Dostoevskij e narrato da Emidio Clementi, con le musiche originali di Stefano Pilia e Ensemble Concordanze e la Cena della Gioia, l’osteria di Villanova del Ghebbo (RO) gestita dall’associazione Amici di Elena.

Per la chiusura di Solidaria non poteva mancare la Festa Provinciale del Volontariato e della Solidarietà di Padova, alla quale hanno preso parte migliaia di persone per scoprire il tessuto associativo del territorio. Banchetti, giochi, animazione, concerti, performance artistiche di oltre 200 associazioni hanno popolato Prato della Valle per tutta la giornata, il Festival delle Bande dei comuni del padovano hanno scandito le note e coinvolto il pubblico in un turbinio di emozioni che hanno conquistato il cuore di adulti e bambini. Un finale eccezionale per un appuntamento ormai divenuto una tradizione, suggellando ancor di più l’indissolubile legame tra il territorio e il mondo del volontariato. Il sindaco di Padova Sergio Giordani, dopo aver visitato la Festa, ha detto: “La volontà e l’energia che tutte queste donne e uomini mettono nelle tante attività in cui agisce il volontariato sono un motore prezioso per la nostra comunità. Una giornata di festa e di gioia che coinvolge davvero tutta la città”.

Solidaria è stata una grande successo – spiegano Luca Marcon e Marinella Mantovani, presidente e vicepresidente del CSV di Padova e Rovigo – per merito delle associazioni che vi hanno aderito e contribuito con le proprie iniziative. Siamo anche felici che la Festa Provinciale del Volontariato di Rovigo possa essere recuperata: dopo l’annullamento causa maltempo dello scorso 17 settembre, sabato 15 ottobre, dalle 08:00 alle 18:00, in piazza Vittorio Emanuele II a Rovigo, 30 associazioni coloreranno il centro storico del capoluogo polesano con un appuntamento a lungo desiderato dal pubblico e dalle associazioni”.

I numeri

I numeri di Solidaria dimostrano che ormai è un festival si è ben radicato su entrambi i territori di Padova e Rovigo:

50 appuntamenti, molti dei quali sold out, con una presenza di oltre 20mila persone includendo il pubblico che ha preso parte alla Festa in Prato della Valle nella giornata di domenica 2 ottobre.

Più di 280 le realtà no profit coinvolte negli appuntamenti del festival.

72 ospiti tra relatori, artisti e perfomer.

Ben 27 luoghi diversi tra le città di Padova, Rovigo, Porto Tolle, Piove di Sacco, Villanova del Ghebbo, Mestrino, Rubano, Selvazzano Dentro, Ponte San Nicolò.

26 partner istituzionali, profit e no profit che hanno aderito all’evento con sostegni economici, logistici, di contenuto o come patrocini, segno di un Festival che sempre più contamina e mette in dialogo mondi diversi.

30 volontarie e volontari tra Padova e Rovigo hanno reso possibile lo svolgimento in sicurezza degli eventi, fornendo assistenza al pubblico e agli ospiti.

18 operatrici e operatori del Centro Servizio Volontariato e collaboratori impegnati nell’organizzazione e nella segreteria dell’evento.

(CSV di Padova)