Peste dei cinghiali, dal piano di controllo ci aspettiamo risultati concreti

Coldiretti Padova accoglie con soddisfazione il nuovo piano di controllo dei cinghiali 2022-2027 riformulato dalla Regione del Veneto in considerazione dell’emergenza Peste Suina Africana (PSA). “Il testo presenta significative novità – commenta Massimo Bressan, presidente di Coldiretti Padova – che accolgono le nostre sollecitazioni rispetto alla richiesta di una maggiore efficacia del controllo della specie invasiva. Speriamo che a breve si arrivi ai fatti concreti e che gli agricoltori e gli allevatori, preoccupati per il crescente rischio di diffusione della peste dei cinghiali, possano veramente vedere i risultati di queste misure”.

Si tratta di azioni che dovranno essere accompagnate da atti concreti da parte dei soggetti coinvolti e, in primis, dagli Ambiti di Caccia e dai Comprensori, strumenti assolutamente necessari al contenimento di questi animali selvatici con il coinvolgimento diretto degli imprenditori agricoli – spiega Coldiretti  –  Infatti, tra i soggetti autorizzati al contenimento, i cosiddetti selecontrollori, rientra anche la figura del delegato ovvero il cacciatore formato chiamato direttamente dal proprietario e conduttore del fondo. Sarà anche istituito un Albo regionale dei selecontrollori che potranno agire con maggiore flessibilità operativa. “Dobbiamo ricordare che la funzione dei selecontrolli – prosegue Bressan – ha tutti i caratteri della pubblica utilità a tutela del cittadino. La loro azione non è quella di mera caccia, ma di  prevenzione di un grave problema sociale, ambientate e economico che purtroppo oggi ha assunto anche i connotati del rischio sanitario”. Un’attività di monitoraggio farà finalmente luce sulla consistenza del fenomeno – aggiunge Coldiretti – che interessa nella nostra provincia tutta l’area dei Colli Euganei ma anche zone sempre più vaste sia pedecollinari che in aperta campagna dove ormai la presenza dei cinghiali è stabile. Tutto ciò provoca danni e un alto rischio idrogeologico, ma anche pericoli continui per i cittadini per i possibili attacchi da parte dei cinghiali, per gli incidenti stradali anche molto gravi o mortali che provocano.

“Non dimentichiamo poi che i cinghiali possono essere veicolo di trasmissione di malattie ed epizoozie che mettono a repentaglio il patrimonio suinicolo della nostra provincia. Su tutte la PSA, che è giusto chiamare “peste dei cinghiali” visto che il principale veicolo della malattia sono proprio gli ungulati. Se dovesse diffondersi nella nostra provincia sarebbe un colpo pesante per gli allevamenti suini, con l’abbattimento immediato di migliaia di capi. Nel padovano sono presenti oltre 320 allevamenti professionali e altri 1.500 allevamenti domestici, per una produzione di oltre 24 mila tonnellate l’anno di carne, destinata per la maggior parte alle denominazioni di origine protetta, per un fatturato di circa 32 milioni di euro. E’ paradossale che si rischi l’azzeramento di una simile produzione per non aver ancora risolto l’emergenza cinghiali e individuato un’efficace azione di contenimento”.

(Coldiretti Padova)