Concordato Astaldi, Gatti (ex cda Banca Intesa) “scagiona” i commissari

Roma 31/05/2022 – Dall’udienza di venerdì scorso, davanti al gup del Tribunale di Roma Roberto Saulino, emergono particolari interessanti sul procedimento penale relativo al concordato Astaldi.

L’interrogatorio di Gatti (Sapienza Università di Roma)

Nell’occasione ha tenuto banco l’interrogatorio dell’ex consigliere di amministrazione di Intesa Sanpaolo Corrado Gatti, sotto processo nella veste di attestatore di quel concordato insieme agli ex commissari giudiziali Stefano Ambrosini, Francesco Rocchi e Vincenzo Loffredi. Pur incalzato dal pm titolare dell’inchiesta, Gennaro Varone, Gatti – difeso dall’avvocato Carlo Longari – ha ricostruito con calma e precisione di dettagli i passaggi della vicenda, riaffermando sul piano tecnico la propria indipendenza come attestatore. Gatti, infatti, ha documentato che al momento del deposito della sua relazione (febbraio 2019) non era in lizza, su designazione di Assogestioni, per il cda di Intesa (in cui sarebbe poi entrato a fine aprile) bensì di un altro istituto, UBI Banca (ipotesi poi tramontata). Ma il punto più importante le difese lo hanno segnato quando Gatti ha chiarito che non è stato in alcun modo “pressato” dai commissari rispetto all’appostazione a piano della misura del loro compenso e che anzi si sarebbe rifiutato di attestare, in quanto contrastante col principio di prudenza, un piano di concordato che avesse previsto valori del compenso inferiori alla misura media.

Gatti, Ambrosini e gli altri imputati chiedono il giudizio abbreviato

La Procura ritiene che quell’indicazione di valori medi costituisca un’indebita utilità richiesta a Gatti dai commissari. Sennonché l’impostazione di Gatti risulta confermata dallo stesso Tribunale fallimentare di Roma, che – com’è emerso in udienza – ha effettivamente liquidato i compensi (anche ai tre imputati) in una misura complessiva superiore ai valori minimi. A quel punto tutti gli imputati hanno avanzato la richiesta di giudizio abbreviato, in quanto esso si svolge allo stato degli atti senza ulteriori attività istruttorie, oltre che in tempi molto più rapidi rispetto al dibattimento. Prossima udienza il primo luglio.