Azovstal, via a evacuazione soldati. Zelensky: “Eroi ci servono vivi”

A Novoazovsk portati 53 militari in gravi condizioni, altri 211 a Olenivka, sotto il controllo russo

Milano 16 mag. Guerra Ucraina-Russia, il ministero della Difesa di Kiev ha confermato l’avvio dell’operazione per l’evacuazione dei militari asserragliati nell’acciaieria Azovstal di Mariupol. “Nella località di Novoazovsk controllata dai russi sono stati portati 53 militari ucraini gravemente feriti, 211 militari sono evacuati attraverso il corridoio umanitario nel centro abitato Olenivka sotto il controllo russo. Si continua a lavorare sull’evacuazione di altri militari dall’impianto. Tutti i militari dovranno essere riportati sul territorio controllato dall’Ucraina seguendo la procedura di scambio”, ha detto su Telegram la viceministra della Difesa ucraina Hanna Maliar.
ZELENSKY – “Grazie al lavoro dei militari delle forze armate ucraine, dell’intelligence, della squadra dei negoziati, del Comitato internazionale della Croce Rossa, e dell’Onu”. Così su Telegram il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. “Speriamo di poter preservare la vita dei nostri ragazzi. Tra di loro ci sono dei feriti gravi. A loro viene fornito aiuto. Voglio sottolineare che gli eroi ucraini servono all’Ucraina vivi. E’ iniziata l’operazione per far tornare i nostri militari a casa. E’ un lavoro che richiede delicatezza e tempi” ha detto Zelensky parlando dei difensori di Mariupol.
COMANDANTE AZOV – “I difensori di Mariupol hanno eseguito un ordine, respingendo il nemico per 82 giorni, nonostante tutte le difficoltà” ha dichiarato il comandante del reggimento Azov, Denis Prokopenko, in un video pubblicato su Telegram, in cui ha sottolineato che la loro difesa di Mariupol ha permesso che “nel frattempo l’esercito ucraino si riorganizzasse, addestrasse più personale e ricevesse armi dai Paesi partner”.
“Per salvare vite umane, l’intera guarnigione di Mariupol sta attuando la decisione approvata dal Comando militare supremo e spera nel sostegno del popolo ucraino”, ha detto Prokopenko, ammettendo di essersi interrogato su “ogni decisione presa, ogni piano e ogni operazione, ma i dubbi non hanno mai oltrepassato i limiti del normale e non mi hanno impedito di insistere sul mio punto di vista”.
“Quando si comanda una divisione, c’è sempre il rischio. In guerra non ci sono piani o operazioni sicuri, c’è sempre il rischio. Bisogna capire se tutti i rischi siano stati calcolati, se il piano b sia funzionale. Forse per questo la guerra è un’arte e non una scienza”, ha osservato il comandante del reggimento Azov, concludendo: “Quando hai eseguito il compito dato e hai preservato le vite delle persone, hai raggiunto il livello più alto del comandare l’esercito, specialmente quando la tua decisione è stata approvata dalla dirigenza militare del Paese”.

(Adnkronos)