Cardiologo Biffi: ‘Per pazienti cardiopatici bene sport ad ogni età’



Roma, 8 apr. (Adnkronos Salute) – “L’esercizio fisico è un toccasana per i pazienti cardiopatici di ogni età. Ormai tutte le linee guida internazionali indicano in modo chiaro che l’attività motoria è un elemento fondamentale nella riabilitazione cardiologica, un vero e proprio ‘farmaco’ dai mille benefici per la salute del cuore. Al contrario, la sedentarietà viene considerata un fattore di rischio cardiovascolare al pari di diabete, colesterolo e fumo”. Così Alessandro Biffi, cardiologo, membro del Comitato scientifico della Federazione medico sportiva italiana (Fmsi) e amministratore unico di Med-Ex – Medical Partner Scuderia Ferrari. Che avverte però come “a prescrivere questo ‘farmaco’ deve essere lo specialista in medicina dello sport, dopo aver sottoposto il paziente ad un check up completo. Se non ci sono controindicazioni, la ‘dose’ consigliata è di almeno 150 minuti a settimana di esercizio aerobico”, che include attività quali camminare a ritmo sostenuto, nuotare, correre o andare in bicicletta.
“Prima di iniziare qualsiasi sport – sottolinea Biffi – è necessario sottoporre il paziente a uno screening completo basato su alcuni esami, in particolare l’elettrocardiogramma a riposo e sotto sforzo, esame fondamentale per identificare nella popolazione generale soggetti con una patologia cardiovascolare o che sono a rischio di svilupparla. Ovviamente, nel caso l’elettrocardiogramma da sforzo presenti delle alterazioni queste ci inducono a fare ulteriori accertamenti. Qualora non ci siano campanelli di allarme – aggiunge – sarà il medico a prescrivere l’esercizio fisico, a bilanciare gli effetti positivi indotti da un allenamento rispetto a quelli che sono i rischi di un’attività sportiva in persone che hanno patologie a rischio”.
Secondo Biffi, gli sport consigliati per chi è affetto da malattie cardiache sono prevalentemente quelli di “tipo aerobico, sport di durata che permettono un rapido e significativo adattamento del sistema cardiovascolare all’attività fisica (camminata, corsa, jogging, ciclismo, sci di fondo) – spiega -. Naturalmente esistono poi altri tipi di attività fisica che sono stati individuati come benefici per il cuore come, ad esempio, le attività di forza e anche quelle di flessibilità, che sono importanti per mantenere una certa autosufficienza, soprattutto nell’età avanzata”.
Ma chi soffre di cardiopatia ischemica o angina pectoris, di insufficienza cardiaca o ha avuto un trapianto può praticare attività fisica? “Le persone che hanno sofferto di infarto del miocardio – sottolinea l’esperto – o hanno fatto una angioplastica coronarica, si sono sottoposti ad un bypass o addirittura ad un trapianto devono necessariamente eseguire un periodo di riabilitazione cardiovascolare che è fondamentale. Questo tipo di prescrizione deve sempre rispettare la caratteristica della durata: almeno 150 minuti di esercizio aerobico durante la settimana”.
Ma lo sport è indicato per la sua efficacia anche per prevenire i fattori di rischio, quali diabete, ipertensione e sovrappeso corporeo. “Non a caso nell’ipertensione arteriosa il primo approccio deve essere mirato al miglioramento della qualità di vita che include anche l’attività fisica, prima di adottare il trattamento farmacologico”.
Le patologie cardiovascolari che beneficiano dell’attività sportiva “sono molteplici. In primo luogo, la cardiopatia ischemica, perché è stato visto che la riabilitazione cardiovascolare riduce in modo significativo sia eventi di mortalità totale che di mortalità cardiovascolare” conclude Biffi.

(Adnkronos)

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