Sul palco di Taranto torna ‘Unomaggio Libero e Pensante’, apre Diodato e c’è Morandi


Fra gli artisti anche Ermal Meta, Ditonellapiaga, Caccamo, Truppi, Roy Paci, 99 Posse, Cor Veleno
Roma, 12 apr. Un Primo Maggio alternativo anche se non in diretta competizione con l’altro Primo Maggio ‘ufficiale’, quello organizzato a Roma in piazza San Giovanni dai sindacati Cgil, Cisl, Uil: torna dopo i due anni di blocco per la pandemia da Covid l’evento ‘Uno Maggio Taranto Libero e Pensante’, organizzato dai tre direttori artistici Diodato, Roy Paci e Michele Riondino, che apriranno assieme la kermesse organizzata nel Parco delle Mura Greche della città pugliese sempre alle prese con il gigante industriale dell’ex Italsider poi Ilva, stretta fra la difesa del posto di lavoro e la difesa della salute di cittadini e operai e dell’ambiente cittadino.
“Questo Pnrr non aiuta a uscire dal modello di sviluppo basato sulla logica del profitto, che vede quasi sempre i lavoratori soccombere, mentre devono essere loro i protagonisti di una svolta ecologica”, accusa Simona Fersini presidente del comitato Liberi e Pensanti. E anche in tal senso, Riondino sottolinea: “Siamo decisamente ostinati e contrari rispetto al Primo Maggio dei sindacati, che sono stati i primi a chiedere di aumentare la produzione al siderurgico di Taranto e cantano sempre la stessa ‘canzone’…”.
Sul palco si esibiranno Gianni Morandi, Ermal Meta, Giovanni Caccamo, Ditonellapiaga, 99 Posse, Giovanni Truppi, Cor Veleno con i Tre Allegri Ragazzi Morti, Melancholia, Fabio Celenza, Cosmo, Calibro 35, Don Ciccio African Party, Eugenio in Via di Gioia, Francesco Forni, Gaia, Med Free Orkestra con Fabrizio Bosso e Chiara Galiazzo, Erica Mou, Naip, Andrea Pennacchi, Terraross, The Niro, Margherita Vicario, The Zen Circus. “Ma non mancheranno altre sorprese…”, assicura Diodato.
Tengono a sottolineare i tre direttori artistici Diodato, Roy Paci e Michele Riondino: “Da sempre ‘Unomaggio Taranto Libero e Pensante’, oltre a denunciare situazioni insostenibili e inaccettabili, costruisce ponti, abbatte barriere, cancella confini, crea coesione e punta a cambiare la narrazione non solo di una città ma di tutto il nostro Paese”.
Queste intenzioni, spiegano, “si rispecchiano perfettamente anche nella totale libertà artistica che ogni anno non fa alcuna distinzione di genere e si basa con decisione sulla qualità della proposta, a partire dalle band emergenti fino ai più grandi nomi della scena musicale. Sopra e sotto il palco ci si ritrova per un’idea comune di rispetto per la vita, di rispetto per l’ambiente e per il pianeta che ci ospita, per la tutela dei diritti umani e dei lavoratori: tutti temi correlati, inscindibili, di cui Taranto è emblema”.
Così, la musica farà da amplificatore alla voce degli attivisti che interverranno dal palco per discutere i temi politici intorno ai quali è nata la manifestazione: il lavoro, la giustizia sociale, la difesa dell’ambiente, la parità di genere, la pace.
(di Enzo Bonaiuto)

(Adnkronos)