Piano di Sviluppo Rurale Veneto, prorogata la scadenza di due bandi

Su proposta dell’assessore all’Agricoltura, Federico Caner, la Giunta regionale ha approvato la delibera relativa al Programma di Sviluppo Rurale per il Veneto 2014-2020 con la quale vengono modificati i termini di presentazione delle domande di aiuto. Si passa dai 120 giorni fissati inizialmente ai 165 giorni dalla data di pubblicazione dei bandi sul BUR regionale (10 dicembre 2021). I nostri uffici sono a disposizione per assistenza e informazioni.

La modifica riguarda il bando a valere sul tipo di intervento 4.1.1 “Investimenti per migliorare le prestazioni e la sostenibilità globali dell’azienda agricola – focus area 2A”. Con una precedente deliberazione la Giunta regionale ha portato a 165 giorni anche i termini di presentazione delle domande di aiuto a valere sul tipo di intervento 4.2.1 “Investimenti per la trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli”.

“Il perdurare delle misure di contenimento della pandemia da Covid-19 ha comportato dei rallentamenti e delle difficoltà nelle attività necessarie alla predisposizione di queste domande particolarmente complesse, per la definizione dei progetti e per l’acquisizione di autorizzazioni e permessi presso autorità pubbliche – spiega l’assessore Caner -. Per questo motivo abbiamo deciso di modificare le scadenze di entrambi i bandi, fissando le nuove scadenze per la presentazione delle domande di aiuto”.

“Un intervento che si è reso necessario per dare sostegno ai progetti che rientrano nei parametri dei bandi, per favorire la ripartenza di un comparto che oltre alle difficoltà legate al perdurare della pandemia, oggi deve fare i conti anche con il caro energia e la lievitazione dei costi delle materie prime – conclude Caner -. Se vogliamo realmente centrare l’obbiettivo della strategia ‘Europa 2020’, che prevede una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva, le istituzioni pubbliche hanno il dovere di creare le condizioni per favorire il cambiamento sostenendo nuove tecniche di produzione, nuovi modelli organizzativi e gestionali”.

(Coldiretti Padova)