Semine 2022: in calo il grano duro, aumentano tenero e orzo

Più frumento tenero e meno duro, mentre per l’orzo la crescita è rilevante. Sono i dati che emergono dalle prime previsioni di semina per il 2022 del Ministero delle Politiche agricole su dati Istat.

Per quanto riguarda il grano tenero per il 2022 si stimano 500.596 ettari investiti, con un incremento dello 0,5% rispetto ai 498.105 ettari della superficie 2021 (+2.491 ettari). Il dato è il risultato dell’aumento del 5,5% nel Sud e nelle Isole e del 4,4% del Centro, mentre la crescita nelle aree dove si produce di più è stata nel Nord est del 2,2% (248.365 ettari) e del 2,3% nel Nord Ovest (136.972 ettari).

In contro tendenza rispetto a quanto si pensava, la superficie del grano duro che in questa prima analisi dell’Istat risulta in leggera flessione dell’1,4%. Anche in questo caso il segno meno si registra nel Sud e nelle Isole, dove si concentra la produzione, mentre incrementi si rilevano nel Nord ovest (+4,9%), Nord est (+0,2%) e Centro (+1,4%). Nel 2022 le previsioni sono di 1.211.304 ettari a fronte di 1.228.503 ettari della Sau 2021.

Da tenere conto in questa prima analisi del ministero su dati Istat il fatto che soprattutto al sud le semine si sono protratte, per le avverse condizioni climatiche, anche in gennaio e febbraio e questo potrebbe portare a rivedere il dato non appena si avrà un quadro più chiaro della situazione generale.

Crescita dell’8,6% per l’orzo a 273.414 ettari (251.762 del 2021). Segno positivo dell’11,5% nel Nord ovest, del 19,5% nel Nord Est, del 12,1% nel Centro e dello 0,1% nel Sud e nelle Isole.

Più delicato il capitolo prezzi. I dati relativi ai primi otto mesi della campagna di commercializzazione 2021/2022 (da luglio a febbraio) evidenziano un andamento crescente anche se le quotazioni allo stato attuale vanno messe in connessione con la situazione dei costi che hanno subito una brusca impennata in questi ultimi mesi.

Il grano duro, secondo gli andamenti rilevati nelle piazze di Milano, Bologna e Foggia evidenzia una crescita sostenuta che ha portato a raggiungere il 13 febbraio a Milano il valore massimo 550 euro per tonnellata, mentre a Bologna si è fermato a 521,5 euro/ton e a 527,5 euro/ton a Foggia. Il trend di crescita a Milano non ha segnato battute d’arresto, mentre a Bologna e Foggia c’è stata una flessione: i listini del 7 novembre infatti avevano raggiunto sulle due piazze il massimo di 542 euro.

In ogni caso il prezzo pur se elevato non è in linea con i costi di produzione che nel frattempo sono schizzati al traino di fertilizzati e bolletta energetica.

Per quanto riguarda il grano tenero a Milano, sempre alla data del 13 febbraio, il listino si è attestato a 319,5 euro e 305 a Bologna. Per il tenero lievissima frenata a Milano e più marcata a Bologna dove la quotazione più alta degli otto mesi è stata registrata il 5 dicembre con 332 euro/ton.

Prezzi del mais a 280 euro/ton a Milano e 284 euro a Bologna.

Forte salita a Bologna per l’orzo che ha raggiunto 303 euro/ton a dicembre e gennaio per poi calare a 294 il 13 febbraio.

(Coldiretti Padova)