Banco Alimentare, recuperate 46mila tonnellate di alimenti nel 2021

Dal 1989 la sua rete di 21 organizzazioni distribuisce eccedenze a 7.500 strutture che sostengono circa 1,7 mln di persone bisognose

Roma, 4 feb. – Dal 1989, la rete delle 21 organizzazioni del Banco Alimentare ridistribuisce gratuitamente le eccedenze recuperate da tutta la filiera (ortofrutta, industria agro-alimentare, grande distribuzione, ristorazione) a oltre 7.500 strutture caritative convenzionate (mense per i poveri, comunità per i minori, banchi di solidarietà, centri d’accoglienza etc..) che sostengono circa 1.700.000 di persone bisognose. I dati preliminari del 2021 indicano che sono state recuperate 46mila tonnellate di alimenti, un risultato importante a fronte del dramma della povertà alimentare che secondo le rilevazioni Istat, colpisce nel nostro paese 5,6 milioni di individui, un milione in più a causa della crisi dovuta alla pandemia.
Il settore in cui i recuperi, da parte della rete Banco Alimentare sono maggiormente cresciuti si conferma, anche nel 2021, quello della Grande Distribuzione Organizzata, dove si è passati da circa 5mila tonnellate nel 2016 (anno di entrata in vigore della Legge Gadda) a oltre 12mila nel 2021, grazie all’aumento di punti vendita virtuosi. Banco Alimentare diffonde i dati in occasione della nona Giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare del 5 febbraio. “Giornate come questa servono per riflettere su un utilizzo più consapevole e sostenibile delle risorse disponibili, in primis il cibo – afferma Giovanni Bruno, presidente della Fondazione Banco Alimentare onlus – ma l’attenzione allo spreco alimentare deve essere mantenuta alta tutto l’anno”.
L’Italia, ricorda il presidente della Fondazione Banco Alimentare onlus, “è stato il primo Paese al mondo a dotarsi di una legge che presenta un approccio strategico al problema dello spreco alimentare, la legge 166 del 2016 detta Legge Gadda: ha certamente favorito la diffusione di una cultura del recupero, in una logica di economia circolare, perché sempre più cittadini dimostrano di essere sensibili a questi aspetti. Ci auguriamo però che i comportamenti dei singoli, ancora in buona parte responsabili dello spreco attuale, siano rivolti tutti i giorni a limitare la quantità di cibo buttata nella spazzatura e che le aziende alimentari continuino a donare le eccedenze, fisiologiche in un processo di produzione, ma sostegno prezioso per tante persone in stato di bisogno”.
Il recupero delle eccedenze alimentari contribuisce a sostenere le strutture caritative che aiutano chi è in difficoltà ma ha anche un impatto concreto sulla sostenibilità ambientale: 54mila tonnellate è la cifra del risparmio di CO2 ottenuto grazie all’attività di Banco Alimentare nel 2021.

(Adnkronos)

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