Fabrizio Moro: “Nel mio film ‘Ghiaccio’ tutti i dubbi della vita, rabbia, paura, amore”


Proiezione evento nelle sale il 7-8-9 febbraio subito dopo Sanremo, poi su Sky
Roma, 27 gen. ‘Ghiaccio’: il ghiaccio dove immergi le mani, il cui freddo intenso ti provoca dolore ma che poi ti dà tutta la forza e la convinzione necessaria per lottare e vincere, sul ring della vita. E’ la metafora che propone fin dal titolo il film che vede Fabrizio Moro all’esordio come regista, affiancato da Alessio De Leonardis, prodotto da Francesca Verdini e distribuito da Vision, con Giacomo Ferrara e Vinicio Marchioni attori protagonisti; film che sarà proiettato come evento nelle sale cinematografiche il 7, 8 e 9 febbraio – dunque immediatamente dopo la partecipazione di Fabrizio Moro al ‘Festival di Sanremo’ – e che poi si potrà vedere in tv, prima su Sky e poi sui canali Mediaset.
“In questo mio film ci sono dentro tutti i dubbi adolescenziali e gli interrogativi della vita, a quali non sempre si sa rispondere: c’è la paura; c’è la rabbia che se canalizzata nel modo giusto può essere un’arma piuttosto che un impedimento; e c’è soprattutto l’amore, l’unica cosa che ti salva quando l’angoscia ti viene a bussare – spiega Fabrizio Moro – Questo film parte da molto lontano, avevo già in testa una storia con la boxe come filo conduttore; poi, grazie al lockdown, ho trovato il tempo per trasformare l’idea in azione”. Un’azione che si svolge nel quartiere periferico romano del Quarticciolo, “quartiere colorato che rappresenta un po’ la borgata vissuta da adolescente”.
Quanto al conciliare i tempi del regista esordiente con quelli del cantante big a Sanremo, “sono stato due anni fermo a casa, ho dormito pure troppo e ora sono felice di non dormire… in questo momento sto cercando di raccogliere tutta la fatica con la quale abbiamo lavorato, tutta l’energia di squadra: ora sono molto energico e volenteroso, veramente allineato con la mia energia positiva e ciò mi dà modo di stare con lucidità su entrambi i progetti. E ho riversato tanto di me e della mia vita nei due personaggi protagonisti del film – un pugile dilettante a un passo dal professionismo e un ex pugile che ha fallito e che lo prepara per vincere – aprendomi fino in fondo e senza aver paura di farmi ‘leggere’ dentro”.
(di Enzo Bonaiuto)

(Adnkronos)