Dado: ”Legali ex fidanzato mia figlia hanno rinunciato a causa penale, ora chiedono risarcimento danni’


Il Pm aveva avanzato una richiesta di rinvio a giudizio per diffamazione nei confronti del cabarettista
Roma, 7 dic. ”I legali di Molteni hanno fatto un ennesimo slalom cercando di spostare la vicenda dal penale al civile attraverso una richiesta di risarcimento danni. La richiesta di rinvio a giudizio per diffamazione nei miei confronti non è quindi più fattibile”.Così il comico e cabarettista Dado all’Adnkronos, appena uscito dal tribunale di Piazzale Clodio a Roma, dove si è presentato assieme al suo legale Eugenio Pini per difendersi dalla richiesta di rinvio a giudizio per diffamazione avanzata dal Pm su richiesta dei legali dell’ex fidanzato della figlia, Federico Molteni.
Nel corso dell’incontro di oggi, spiega Dado, il Gip ha chiesto alle parti in causa di cercare di trovare un accordo bonario ”perché due delle tre accuse mosse dai legali di Molteni contro di me sono cadute. Mi hanno accusato di aver calunniato il ragazzo (Molteni, ndr) e cioè che non era vero che ero stato aggredito e che il naso me lo ero rotto da solo – dice ironico – per questa accusa il giudice ha detto che dalle prove e cioè dai referti medici che provavano la rottura del naso e le numerose testimonianze delle persone che hanno assistito al fatto non poteva accogliere la richiesta di rinvio a giudizio contro di me”.
Anche la denuncia di stalking che avevo fatto contro Molteni mi è stata riconosciuta – prosegue Dado – l’unica accusa avanzata contro di me che è rimasta in piedi è quella di diffamazione a mezzo stampa e questo solo perché ho raccontato all’Adnkronos di essere stato aggredito. Per questo i legali di Molteni hanno deciso di passare dal tribunale penale a quello civile. Chiedendo l’intervento del tribunale civile i legali di Molteni hanno rinunciato alla possibilità di costituirsi parte civile al processo penale. Il 14 gennaio – conclude – ci sarà l’udienza al tribunale civile per trovare un eventuale accordo bonario sulla loro richiesta risarcimento danni”.
(di Alisa Toaff)

(Adnkronos)