Il presidente Bui in visita al termovalorizzatore di Padova

termovalorizzatore

Il presidente della Provincia di Padova Fabio Bui ha visitato il termovalorizzatore San Lazzaro gestito dal gruppo Hera a Padova. L’impianto ha una capacità massima di 245mila tonnellate l’anno di rifiuti, smaltisce 600 tonnellate al giorno e produce circa 650 chilowatt all’ora per ogni tonnellata conferita. 
“È stata una visita molto interessante – ha spiegato il presidente Bui – i rifiuti esistono, siamo una società basata sul consumo e la produzione. La cultura della raccolta differenziata è molto cresciuta negli ultimi anni e con essa anche la sensibilità delle persone: l’imperativo oggi è riuscire a creare valore da ciò che scartiamo. Il riciclo e la produzione di energia da ciò che buttiamo sono la sfida del futuro, una vera e propria spinta green in cui a beneficiarne sarà l’ambiente e, pertanto, tutti noi. Io credo che molti timori sull’impatto che un impianto di termovalorizzazione ha sulle nostre vite possano essere superati se si viene a conoscere la realtà di persona: il termovalorizzatore di Padova è un impianto all’avanguardia, i fumi vengono sottoposti a intensi trattamenti di depurazione prima di essere rilasciati dal camino, a 80 metri di altezza e sotto forma di vapore acqueo”.
Il funzionamento del termovalorizzatore di Padova, a pieno regime, arriva a soddisfare il fabbisogno di energia elettrica di una popolazione pari a 80mila abitanti: per fare un esempio pratico, con un chilo di rifiuto indifferenziato, l’impianto produce circa 650 watt, un quantitativo di energia in grado di alimentare un computer per tre giorni. Nell’impianto vengono trattati tutti i rifiuti urbani provenienti dal Comune di Padova e, in seconda battuta, da altri Comuni della Regione Veneto. Il termovalorizzatore vuole essere una scatola di vetro, completamente accessibile e costantemente verificabile: i valori delle emissioni sono pubblicati in tempo reale sul sito di Herambiente, in qualsiasi momento, chiunque può verificare i parametri chimici rilasciati nell’atmosfera.
“È importante sottolineare che la termovalorizzazione non è un processo alternativo alla raccolta differenziata ma complementare – ha continuato il presidente Bui – Anche a fronte di una raccolta differenziata attenta e responsabile, che fortunatamente è praticata dalla maggior parte dei cittadini della Provincia di Padova, resta da smaltire una quota di spazzatura cosiddetta “indifferenziato”: sono questi rifiuti, oltre agli scarti che generano i processi di riciclo stessi, la benzina dell’impianto di termovalorizzazione. Grazie alla termovalorizzazione, i rifiuti diventano energia elettrica a disposizione della comunità.”
Un aspetto non trascurabile riguarda le opportunità che possono aprirsi per le imprese: il termovalorizzatore garantisce il trattamento ambientalmente compatibile, economicamente sostenibile e in piena legalità di rifiuti molto delicati come i percolati. 
“La termovalorizzazione consente di limitare in maniera molto significativa, e in taluni casi fino ad azzerare, i conferimenti in discarica – dice l’ing. Paolo Cecchin AD di HestAmbiente, società che gestisce il termovalorizzatore – La massiccia riduzione dell’utilizzo delle discariche aiuta a perseguire l’obiettivo dato dall’UE che fissa al 10%, entro il 2035, la soglia massima dei rifiuti conferiti in discarica, a fronte di una media italiana del 21% nel 2020. Attualmente in Veneto finiscono in discarica, ogni anno, 600 mila tonnellate di rifiuti a fronte delle 240 mila tonnellate destinate alla termovalorizzazione. È utile evidenziare come la presenza del termovalorizzatore abbia già da tempo completamente azzerato i conferimenti in discarica nel Comune di Padova. Credo sia inoltre opportuno sottolineare quanto il termovalorizzatore di San Lazzaro, in base ai parametri monitorati dalle autorità di controllo, sia sostanzialmente ininfluente sulla qualità dell’aria della città. In particolare, le tecnologie utilizzate garantiscono emissioni pari a circa il 15% dei limiti di legge, dunque con un margine di sicurezza di circa l’85%”.

Per chi volesse approfondire le modalità di funzionamento, può farlo tramite programmando una visita in presenza alla struttura ( https://ha.gruppohera.it/impianti/visite_guidate/visite_guidate_wte_padova/ ) oppure attraverso il tour virtuale ( https://www.acegasapsamga.it/chi_siamo/comunicazione_media/visite_virtua… )  e un documentario pubblicato su Youtube (https://youtu.be/3nrbsW-dNyY

(Provincia di Padova)

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