Pensioni, Manageritalia: no a quota 102 e 104, penalizzanti per donne e onerose per lo Stato

“L’ipotesi avanzata in queste ore di due nuove quote, 102 e 104, per il pensionamento anticipato non ci vede favorevoli perché rappresenterebbe l’ennesima misura tampone che perpetra la creazione di tanti scalini, per evitare lo scalone, e quindi lascerebbe sempre fuori qualche coorte di lavoratori, creando scontento”. E’ quanto sostiene Mario Mantovani, presidente di Manageritalia.  

“L’esempio è Quota 100, dove -dice Mantovani- gran parte delle risorse è stato speso per i lavoratori pubblici di sesso maschile, di fatto applicandosi molto poco ai lavoratori privati, soprattutto di sesso femminile. Tra l’altro, l’ipotesi 102-104 non farebbe altro che penalizzare le donne, che non arrivano a soddisfare i requisiti e quindi non potrebbero accedere al pensionamento anticipato; l’abolizione tout court di opzione donna senza gradualità non lascia loro scelte alternative”. Manageritalia pensa, invece, “ad una riforma di più ampio respiro, all’insegna della flessibilità, della stabilità e della sostenibilità”.  

“Flessibile nel senso che assicuri a tutte le categorie di lavoratori e lavoratrici la possibilità di scegliere quando andare in pensione; per esempio, per le lavoratrici, che generalmente hanno un’anzianità contributiva più bassa, si dovrebbe poter modulare l’età anagrafica e gli anni di lavoro all’interno di un range definito, senza mettere all’interno di una quota altri paletti. Stabile perché deve rimanere durevole negli anni senza continue rimodulazioni, in modo da favorire, nelle nuove generazioni, l’attitudine a programmare il proprio futuro previdenziale. Sostenibile perché i costi non devono riversarsi sulle generazioni future”, sottolinea ancora l’organizzazione di categoria. “Fa pensare -conclude la nota- la classifica del Global Pension Index 2021, che ci vede, per il requisito della sostenibilità, al 32° posto in Europa su 43. Sotto questo profilo la proposta del presidente dell’Inps Tridico, di anticipare solo la quota contributiva, sarebbe meno gravosa per il bilancio dello Stato e molto più percorribile”, conclude Manageritalia.  

(Adnkronos – Lavoro)

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