Mostra di Pittura “Schifano – Schiavon” a Palazzo Santo Stefano

Mostra di Pittura Schifano - Schiavon

Diversi per impostazione, generazione e soggetti trattati, Alessio Schiavon e Mario Schifano, pittori italiani, trovano invece punti di contatto ed analogie artistiche nella mostra SCHIAVON – SCHIFANO, a Palazzo Santo Stefano a Padova dal 15 al 29 ottobre 2021.  
L’iniziativa, organizzata da Acca International srl, con il patrocinio e la partecipazione della Provincia di Padova e curata da Giorgio Barassi e Roberto Sparaci, avvicina un pittore padovano, Alessio Schiavon, ormai noto come “Alessio de’ Fiori” per il principale soggetto delle sue opere, a Mario Schifano, talento nazionale di fama mondiale scomparso nel 1998, protagonista della stagione della Pop Art italiana più attiva: quella degli anni Sessanta e Settanta del secolo scorso. 
“Abbiamo voluto ospitare questo mostra a Palazzo Santo Stefano – ha detto il presidente della Provincia di Padova Fabio Bui – per aprire le porte alla cultura e alla bellezza, per rendere vivo uno spazio che desideriamo aprire alla cittadinanza con esposizioni ed eventi. La mostra è un’esplosione di colori ed emozioni, un tripudio di fiori con la loro forza delicata e la loro variopinta essenza. Queste opere esposte in un luogo ricco di storia e suggestioni, crea un singolare contrasto, ma stimola la sensibilità e regala al visitatore momenti di distensione, profondità e umanità”.

L’ammirazione di Schiavon per Schifano è faccenda nota, anche se nelle corde dell’artista veneto ci sono soprattutto la positività dei fiori ed una romantica interpretazione delle cromie della natura, del tutto diverse dalla composizione nevrotica, acida e sintetizzante di Schifano. Eppure la presenza, nelle opere di Schiavon, del “dripping”, la costruzione dell’opera con un sistema prevalentemente scomposto ed apparentemente disarticolato, la scelta, in qualche caso, di dipingere anche la cornice in omaggio alla invenzione della “cornice invasa” che fu prerogativa di Schifano, accosta idealmente e non solo i due protagonisti dell’esposizione ricalcando un dualismo non contrapponente che nei secoli ha dato tanto all’Arte: erano veneti Mantegna, Cima da Conegliano, Tintoretto, Tiziano, Vedova. Romani come Schifano erano Mario Nuzzi (Mario de’ Fiori, guarda caso), Sartorio, Coleman, Biggi, Angeli.
“Quando mi è stata proposta la realizzazione di questa mostra – ha sottolineato Vincenzo Gottardo, vicepresidente della Provincia di Padova – ho accolto con entusiasmo l’iniziativa. L’arte è stata senza dubbio uno dei settori più penalizzati dalla pandemia ed ora, sentiamo tutti l’urgenza di tornare a nutrire lo sguardo, la mente e lo spirito con la bellezza e l’intensità di opere che possano portare la nostra mente alla creatività e all’evasione. Questa esposizione vuole essere quasi un riscatto, una sfida, per ridare alla gente il gusto di visitare una mostra dopo i silenzi irreali delle vie e delle piazze”. 
Alla vernice hanno partecipato anche suor Miriam di Casa Priscilla e Chiara Girello Azzena dell’associazione Team for Children. 
“Nell’occasione degli eventi che come Provincia promuoveremo per le festività natalizie – ha aggiunto Gottardo – verrà destinato alla vendita all’asta un quadro dell’artista e il ricavato sarà donato per i progetti di Casa Priscilla e di Team for Children a favore dei bambini”. 
In mostra saranno esposte le opere di Mario Schifano di un’epoca precisa: fine anni Settanta, inizi anni Ottanta, dunque il momento della massima consacrazione del genio romano, di difficile reperimento. Quelle, cioè, che meglio hanno reso l’idea “Pop” di Schifano: soggetti-oggetti della quotidianità divenuti simboli, segni, icone più che popolari. E va detto che Schiavon ripercorre nella mostra un’epoca a cavallo fra il Ventesimo ed il Ventunesimo secolo, quando la sua evoluzione, partita da esperienze più vicine all’informale, e perciò ancor più affiancabili alla naturale scompostezza segnica di Schifano, prende corpo nella rappresentazione dei fiori interpretati come segni di speranza e di ricerca dell’equilibrio interiore. Un linguaggio a volte squillante, a volte sommesso, giocato anche sui toni delle assolutezze cromatiche del bianco e nero.
Si cerca qui una via di allineamento, non di similitudine. Una strada che possa dare a Schiavon una ulteriore conferma della gradevolezza del suo lavoro, ormai consolidata sul mercato grazie anche alla costante presenza televisiva delle sue opere nella rubrica “Laboratorio Acca”, in onda tutte le domeniche alle 21.30 sui canali di Arte Investimenti TV. 
Se ci si pensa bene, la popolarità di Schifano, dagli anni Ottanta in avanti, fu sugellata proprio dalla diffusione delle sue opere in tv, facendone un esempio del talento riconosciuto agli artisti italiani.
“Avremmo dovuto realizzare la mostra nell’aprile 2020 – ha detto il pittore Alessio Schiavon – ma tutti sappiamo come è finita fra chiusure, divieti e giuste precauzioni. In un primo momento, avevamo pensato di realizzarla nell’inverno 2020, ma poi, con pazienza, abbiamo atteso ottobre 2021. Quindi siamo in ritardo di più di un anno. Ma non abbiamo mai mollato. Con Giorgio Barassi e Roberto Sparaci ne abbiamo parlato ogni giorno, aggiungendo, togliendo, integrando e tenendo le linee guida essenziali che ci eravamo prefissati. Finalmente ci siamo. Voglio ringraziare il vicepresidente della Provincia Vincenzo Gottardo e il presidente Fabio Bui per aver creduto in questo progetto ad aver atteso con noi pazientemente. Per me è un grande onore poter esporre in un luogo così importante e avere, accanto alle mie, le opere dell’artista storico che ho sempre ammirato: Mario Schifano. La selezione fatta da Giorgio e Roberto è stata molto accorta. Insieme ai dipinti anni Settanta e Ottanta di Schifano ci sono i miei, o viceversa. Una bella soddisfazione. A Laboratorio Acca, la trasmissione che conducono Barassi e Sparaci ad Arte Investimenti TV, abbiamo collaborato da amici, oltre che da persone coinvolte in un evento che sentiamo con grande intensità. Chi verrà a trovarci percepirà proprio il senso di “squadra” che questi duri periodi ormai alle spalle hanno rinsaldato. Ogni volta che ci incontriamo è sempre un piacere che vogliamo condividere con tanti”.

(Provincia di Padova)

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