DEFLUSSO ECOLOGICO: UNA MINACCIA PER L’AGRICOLTURA. PRANDINI, PRESIDENTE NAZIONALE DI COLDIRETTI AL CONVEGNO DELL’ANBI

DEFLUSSO ECOLOGICO: UNA MINACCIA PER L’AGRICOLTURA. PRANDINI, PRESIDENTE NAZIONALE DI COLDIRETTI AL CONVEGNO DELL’ANBI

DEFLUSSO ECOLOGICO: UNA MINACCIA PER L’AGRICOLTURA. PRANDINI, PRESIDENTE NAZIONALE DI COLDIRETTI AL CONVEGNO DELL’ANBI

30 settembre 2021 – “Il deflusso ecologico e’ una minaccia per l’agricoltura e non solo, il rischio interessa la qualità del cibo e, non da ultimo, anche la salute pubblica. La ragione è semplice: senza acqua non c’e’ produzione di alimenti di qualità”.Lo ha detto oggi il presidente Ettore Prandini al convegno organizzato dall’Anbi al BHR di Treviso sul tema del ‘Deflusso Ecologico: emergenza per un territorio o nuovo equilibrio ?”

Si tratta – spiega Coldiretti – di una questione che risponde ad un programma europeo sulla protezione della risorsa idrica. Per raggiungere “lo stato buono” del distretto idrografico veneto, tra le misure previste, c’è anche l’introduzione del “deflusso ecologico” che impone un maggiore rilascio delle acque a valle delle opere di presa lungo i fiumi. In particolare, questo obbligo vale per i fiumi a regime “torrentizio” come il Piave e il Brenta, solo per citare i più importanti. Il Presidente nazionale di Coldiretti, intervenuto dopo il Governatore del Veneto Luca Zaia, che si e’ schierato a fianco degli agricoltori assicurando la massima disponibilità, ha elencato le problematiche inerenti l’assenza di acqua per le varie colture dai grandi cereali, all’ortofrutta fino alla cura degli animali.

Rivolto, inoltre, agli assessori regionali competenti presenti Gianpaolo Bottacin per l’ambiente e Federico Caner per l’agricoltura ha proposto  la convocazione della conferenza Stato Regioni interessando anche il Senatore Gianpaolo Vallardi in qualità di presidente della Commissione Agricoltura al Senato.

Che l’impatto dell’applicazione del regolamento non interessa solo il settore agricolo e’ dimostrato dai segnali di preoccupazione arrivati da comunità locali, enti consortili, anche l’Enel, che hanno manifestato le loro rimostranze. “Sappiamo inoltre che l’agricoltura restituisce acqua ai territori, assicurando la ricarica della falda e, dunque, tra l’altro, l’alimentazione dei fiumi di risorgiva. Da considerare che il deflusso ecologico non coinvolge solo il fiume Piave – precisa Daniele Salvagno presidente regionale di Coldiretti  –  ma tutti i corsi principali e i torrenti del territorio regionale per cui il problema è veneto e ha ricadute economiche che toccano diversi aspetti socio culturali, turistico ambientali: basti pensare che alcune importanti città di pianura, con le riduzioni della pratica irrigua, si troverebbero inevitabilmente ad avere a che fare con riduzioni delle portate dei fiumi, come il Sile, per effetto della riduzione della ricarica della falda che, d’estate, è assicurata proprio dalla irrigazione della aree agricole.

(Coldiretti Padova)