Baccalà alla Vicentina: tipico della tradizione culinaria veneta

Che si tratti di un primo, di un secondo o di un dolce, ogni regione ha il proprio piatto forte proveniente dalla tradizione. Il territorio italiano è cosparso di piatti tipici per tutti i gusti, in grado di soddisfare ogni palato. Oggi scopriremo insieme un secondo a base di pesce tipico di Vicenza, ovvero il baccalà alla vicentina.

Baccalà alla vicentina: le origini del piatto

La storia del baccalà alla vicentina è particolare e inizia molto tempo fa a Røst, una delle isole Lofoten. Nel 1431 Pietro Querini, mercante veneziano scampato a un naufragio, giunse a Røst, insieme ad alcuni membri del suo equipaggio, anch’essi superstiti. Qui vennero accolti dagli abitanti del villaggio e scoprirono usi e costumi della popolazione locale di pescatori. Tra questi impararono un particolare metodo di conservazione del merluzzo che consisteva nell’appendere il pesce fuori dalle case, esponendolo al vento gelido del Nord per mesi, fino ad essiccarlo completamente.

Veniva chiamato stockfiss ed era così dura da dover essere “battuto” prima di essere mangiato. Querini tornò in patria e portò con sé delle grandi quantità di stoccafisso.

Quindi, il baccalà alla vicentina segue lo stesso procedimento, proprio per questo viene utilizzato il merluzzo essiccato e non quello conservato sotto sale. Si tratta in realtà di un processo tipico di tutte le ricette a base di merluzzo del Nord-Est italiano. Inoltre, la particolarità del baccalà alla vicentina risiede nell’assenza di pomodoro nel piatto, che spesso viene aggiunto per coprire dei sapori imperfetti.

Quali vini abbinare al baccalà alla vicentina

Quando si parla di cibo e di pesce la domanda sorge spontanea: cosa si versa nel bicchiere?

Al baccalà, come d’altronde a molti pesci, viene comunemente abbinato il vino bianco, e tra questi i uno dei più adatti può essere il vespaiolo. Se oltre al piatto tipico della tradizione veneta si vuole gustare anche un vino locale, su internet è possibile trovare soluzioni per tutti i palati, come nella sezione vini bianchi veneti su Tannico, per citarne uno. Ma attenzione, il baccalà alla vicentina, proprio per il suo particolare sapore e la composizione corposa può ben adattarsi anche a un rosso, come un Piedirosso o un Aglianico del Taburno. Certo, sono abbinamenti più audaci, ma comunque apprezzabili.

La possibilità di creare questo abbinamento deriva dalla caratteristica principale del baccalà, in quanto si tratta di un pesce che assorbe e incorpora tutti i sapori con cui viene cucinato, ma al tempo stesso rilascia il suo aroma in tutto il resto del piatto. Questo gli permette di essere un pesce estremamente versatile, che può essere abbinato sia al bianco che al rosso, anche se è bene precisare che questo va bene per piatti molto grassi a base di baccalà. Se abbinato a piatti più leggeri, infatti, provoca una sensazione di asciutto in bocca a causa dei tannini, i polifenoli presenti nella buccia dell’uva che annullano l’effetto di alcune proteine lubrificanti nella saliva.

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