GREEN PASS: ESENZIONI, VERIFICHE E FUNZIONAMENTO

DAL 6 AGOSTO ENTRA IN VIGORE IL GREEN PASS: COME FUNZIONA

Come stabilito dal decreto legge 105/2021 dal 6 agosto 2021, l’accesso ad alcuni servizi e attività è consentito esclusivamente ai soggetti muniti di green pass. Ecco i servizi e le attività in dettaglio:

a) servizi di ristorazione svolti da qualsiasi esercizio, per il consumo al tavolo, al chiuso;
b) spettacoli aperti al pubblico, eventi e competizioni sportive;
c) musei, altri istituti e luoghi della cultura e mostre;
d) piscine, centri natatori, palestre, sport di squadra, centri benessere, anche all’interno di strutture ricettive, limitatamente alle attività al chiuso;
e) sagre e fiere, convegni e congressi;
f) centri termali, parchi tematici e di divertimento;
g) centri culturali, centri sociali e ricreativi, limitatamente alle attività al chiuso e con esclusione dei centri educativi per l’infanzia, compresi i centri estivi, e le relative attività di ristorazione;
h) attività di sale gioco, sale scommesse, sale bingo e casinò;
i) concorsi pubblici;
l) feste conseguenti alle cerimonie civili o religiose, anche organizzate mediante servizi di catering e banqueting.

Il green pass COVID-19 attesta una delle seguenti condizioni: 

– avvenuta vaccinazione anti-SARS-CoV-2 (anche con la somministrazione della prima dose di vaccino, con validità dal 15° giorno dopo la somministrazione fino alla data prevista per il completamento del ciclo vaccinale); 

– avvenuta guarigione da COVID-19; 

– effettuazione di test antigenico rapido o molecolare con esito negativo al virus SARS-CoV-2.

Esenzioni
L’obbligo di esibire il green pass non si applica ai bambini di età inferiore ai 12 anni compiuti (in quanto esclusi per età dalla campagna vaccinale) e ai soggetti esenti sulla base di idonea certificazione medica rilasciata secondo i criteri definiti con circolare del Ministero della salute.

Verifiche
I titolari o i gestori dei servizi e delle attività per cui è richiesto il green pass, sono tenuti a verificarne il possesso mediante la lettura del codice a barre bidimensionale, utilizzando l’applicazione “VerificaC19”, scaricata su un dispositivo mobile. Tale applicazione consente di verificare la validità delle certificazioni senza la necessità di avere una connessione internet (offline), garantendo inoltre l’assenza di informazioni personali memorizzate sul dispositivo. L’interessato mostrerà al verificatore il relativo QR Code (in formato digitale oppure cartaceo). L’App VerificaC19 legge il QR Code, ne estrae le informazioni e procede con il controllo del sigillo elettronico qualificato. L’App mostra graficamente al verificatore l’effettiva validità della certificazione nonché il nome, il cognome e la data di nascita dell’intestatario della stessa. L’interessato, su richiesta del verificatore, esibisce un proprio documento di identità in corso di validità ai fini della verifica di corrispondenza dei dati anagrafici presenti nel documento con quelli visualizzati dall’App. I titolari possono delegare soggetti terzi, incaricandoli con atto formale recante le necessarie istruzioni sull’esercizio dell’attività di verifica. Il cliente seduto (non soggetto, quindi, all’obbligo di green pass) può accedere all’ interno dell’esercizio con la mascherina di protezione per una consumazione al banco, per pagare il conto alla cassa, per utilizzare i servizi igienici o per altri motivi, esclusa, chiaramente, la consumazione al tavolo.

Sanzioni
In caso di violazione delle disposizioni previste, è applicabile la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 400 a euro 1.000, sia a carico dell’esercente sia dell’utente.
Dopo due violazioni commesse in giornate diverse, si applica, a partire dalla terza violazione, la sanzione amministrativa accessoria della chiusura dell’esercizio o dell’attività` da uno a dieci giorni.

Applicabilità ai lavoratori
Anche se nel comunicato stampa che è stato diffuso dalla Presidenza del Consiglio dei ministri si afferma che la certificazione verde sarà richiesta per poter “svolgere” o “accedere” alle attività e agli ambiti menzionati, in realtà, il testo ufficiale del decreto non opera alcun riferimento allo “svolgimento” delle attività. Si deve conseguentemente ritenere che, al momento, il green pass non sia richiesto per i lavoratori dipendenti e per gli altri collaboratori dell’impresa.

Implicazioni sulla privacy
La verifica del green pass e del documento d’identità del possessore sono semplici visualizzazioni e non possono, di conseguenza, essere considerate “trattamento dei dati” ai fini della normativa sulla privacy.
Sono, comunque, vietate la riproduzione o registrazione dei documenti e delle informazioni visualizzati.
Il datore di lavoro non può, inoltre, “pubblicizzare” il fatto che tutti i lavoratori dell’esercizio siano vaccinati, in quanto ciò comporterebbe violazione della normativa sulla privacy, relativamente alle informazioni di carattere sanitario, che sono considerate “dati particolari”.

CARTELLO GREEN PASS

MODELLO DELEGA

PADOVA 3 AGOSTO 2021

(Ascom Padova)

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