Comunicato stampa: discorso del sindaco Giordani per permuta Anelli – Prandina

Autorità, signore, signori, benvenuti a questo appuntamento storico per la città di Padova. Un saluto e un ringraziamento particolari al prefetto Raffaele Grassi e al direttore regionale dell’Agenzia del Demanio Edoardo Maggini.

Con la firma, oggi, del protocollo che stabilisce la permuta tra l’area di via Anelli, dove sorgeva il complesso ex Serenissima, e l’ex Caserma Prandina di via Orsini, si chiude definitivamente una pagina difficile nella storia della città, e se ne apre un’altra finalmente positiva, per la nostra comunità.

I cinque grandi palazzi di via Anelli, costruiti agli inizi degli anni ’70 per ospitare prevalentemente studenti universitari e trasformati dagli anni ’90, con l’indifferenza se non la complicità di una parte dei proprietari e degli amministratori di condominio, in un ghetto nel quale via via le condizioni di vita sono diventate insostenibili, non ci sono più, e al loro posto sorgerà la nuova Questura, di cui la Polizia sottolinea da anni la necessità.

Un risultato che è stato possibile raggiungere grazie all’idea, che abbiamo perseguito con tenacia, di acquisire tutte le oltre 300 unità immobiliari e tra queste 288 miniappartamenti, demolire gli edifici, oramai talmente degradati da impedirne ogni riutilizzo e mettere a disposizione dello Stato, in particolare del Ministro degli Interni, l’area per realizzare la nuova Questura, realizzando una permuta con la ex Caserma Prandina, il cui recupero a funzioni importanti per la città, è un altro obiettivo importante della nostra Amministrazione.

E’ stato un percorso complesso che oggi concludiamo felicemente, grazie all’impegno e alla tenacia di tante persone e numerose istituzioni. Ci tengo a sottolinearlo: questo risultato è una vittoria di tutta la città, non solo di Sergio Giordani e della sua Amministrazione. Perché, se si è arrivati alla firma di oggi, lo dobbiamo anche ai Sindaci che mi hanno preceduto e che hanno affrontato altre fasi difficili della complessa vicenda di via Anelli, arrivando a sgomberare definitivamente il complesso e a mettere fine al grande mercato della droga, per il controllo del quale si fronteggiavano, ricordiamolo, anche bande di delinquenti a colpi di machete.

Questo successo lo dobbiamo anche al questore Paolo Fàssari e al prefetto Renato Franceschelli, che hanno immediatamente creduto e sostenuto l’idea della realizzazione della nuova Questura e all’allora direttore dell’ Agenzia del Demanio Dario Di Girolamo, che si è subito impegnato per rendere possibile la permuta. Tutti e tre oggi ricoprono altri incarichi e non sono qui con noi, ma rivolgo loro un sincero ringraziamento. Il loro testimone è stato raccolto dal prefetto Raffaele Grassi, dal questore Isabella Fusiello e dal direttore regionale dell’ Agenzia del Demanio Edoardo Maggini, che immediatamente dopo il loro insediamento, hanno subito preso in mano il procedimento di permuta, sostenendone con grande convinzione la rapida e positiva conclusione.

Questo risultato lo dobbiamo alla tenacia e alla costanza del nostro vicesindaco Andrea Micalizzi, che ha seguito da anni questa partita, e si è occupato, passo dopo passo, delle fasi dell’acquisizione dei miniappartamenti e poi della complessa demolizione, resa difficile dalla necessità di bonificare gli edifici dall’amianto. Indispensabile è stata la competenza, unita alla consueta grande passione, dell’ assessore Diego Bonavina, che ha tenuto in pugno tutta la complessa parte legale, sia dell’acquisizione degli appartamenti che della permuta vera e propria.

Fondamentale l’impegno del nostro segretario generale Giovanni Zampieri, di Roberto Tosetto, di Laura Paglia nel suo ruolo di caposettore e Avvocatura, ma anche di tutti i funzionari e tecnici dei nostri uffici, che hanno seguito tutte le fasi amministrative e i lavori sul campo.

Un grazie ai nostri Consiglieri comunali, per aver rapidamente approvato il 28 maggio 2018 il protocollo di intesa tra Comune, Demanio e Ministro dell’interno per la permuta tra le due aree. Tra di loro, alcuni hanno lavorato per anni alla soluzione del nodo di via Anelli, come Daniela Ruffini, e in tempi più recenti Luigi Tarzia.

Un ringraziamento anche ai Consiglieri di opposizione, che con le loro critiche costruttive, ci hanno dato una ragione in più per fare diventare realtà il nostro progetto. Ancora farei un torto a dimenticare il ruolo di stimolo e sostegno svolto dai Comitati e in particolare il Comitato Stanga che nel corso degli anni si sono battuti per trovare una soluzione all’emergenza di via Anelli. Credetemi, non sono ringraziamenti di circostanza.

E oggi ho voluto invitare a questa firma, in questo Salone che da secoli è un luogo simbolo della amministrazione pubblica della città, il maggior numero possibile di rappresentanti della nostra comunità, proprio perché – come dicevo in apertura del mio discorso – questa permuta e quello che significa per Padova non è un merito solo mio ma di tutta la città. Abbiamo dimostrato che lavorando assieme, trovando il giusto equilibrio tra le esigenze e le necessità delle parti coinvolte è possibile in breve tempo arrivare a un risultato così significativo.

Ricordo velocemente solo alcune date:

Il 20 maggio del 2018, il Consiglio comunale approva il Protocollo di intesa tra Comune, Demanio e Ministero, e già il 20 giugno, sempre del 2018, le parti firmano il Protocollo, stabilendo che in via Anelli sarebbe stata realizzata la Questura e al Comune trasferita la proprietà della Prandina.

Il 29 giugno il Comune chiede la consegna anticipata della Caserma Prandina, che viene concessa il 29 luglio, sempre del 2018.

Nel giugno del 2019 il Comune completa il percorso di acquisizione di tutti i 288 appartamenti e può pensare alla demolizione, che parte il 12 ottobre 2019 e si conclude, nonostante la pandemia e le difficoltà trovate durante i lavori, il 14 settembre 2020.

Oggi firmiamo la stipula che sancisce la permuta: non sono passati neppure tre anni e due mesi dalla data di approvazione in Consiglio comunale.

Ho parlato fin’ora del percorso compiuto per arrivare ad oggi, adesso, invece, guardiamo al futuro.

Il percorso che porterà alla realizzazione della nuova Questura è già iniziato e pur essendo, come è giusto che sia, nelle mani del Ministero degli interni, vedrà un coinvolgimento importante del Comune, che sarà stazione appaltante per conto del Ministero stesso. E’ un segnale importante che indica la nostra volontà di essere a fianco dello Stato in modo concreto, per agevolare e accelerare la realizzazione di questo importante presidio di legalità per la nostra città, ma vuole trasmettere anche il messaggio che la riqualificazione di via Anelli e della zona Stanga, per il Comune, non è finita con la permuta dell’area, ma prosegue parallelamente alla costruzione della nuova Questura.

E sempre parlando della Questura, ho accolto con grande favore il suggerimento del prefetto Raffaele Grassi e del Questore Isabella Fusiello, per il mantenimento di una presenza della Polizia di Stato in centro città, ed ho quindi assicurato che Palazzo Wollemborg, in riviera Ruzante, anche quando la Questura sarà trasferita in via Anelli, rimarrà a disposizione per un Commissariato del Centro, che in una città delle dimensioni e dell’importanza di Padova è quantomai utile.

Con la permuta che firmiamo oggi, Padova non avrà solo una nuova Questura, ma anche la piena proprietà della ex Caserma Prandina in via Orsini. E’ uno spazio importantissimo per la città, e l’interessante e appassionato dibattito che si è sviluppato in questi mesi sul suo utilizzo, lo dimostra con evidenza. Dobbiamo essere realisti, avere ben presente che si tratta di un’area di grande pregio, sulla quale insistono anche dei vincoli della Soprintendenza, e con la presenza di una importante parte a verde. Con la sua piena proprietà possiamo, da oggi, realizzare gli interventi necessari alla sua valorizzazione, inserendola anche nel più ampio progetto di riqualificazione delle mura e dell’asse di corso Milano fino a piazza Insurrezione.

Sono certo che saremo in grado di trovare un equilibrio tra la valorizzazione degli spazi verdi e degli edifici esistenti e la necessità di destinare parte dell’area a parcheggio, anche in prospettiva dell’auspicata chiusura di quello in piazza Insurrezione, con la sua restituzione alla dignità monumentale che merita e alla fruizione dei cittadini.

Il coronamento oggi di questo progetto di riqualificazione e valorizzazione della città, ci insegna che obiettivi sulla carta difficili da raggiungere, possono essere realizzati se c’è sia la volontà e la tenacia politica di farli, sia la capacità di mediazione e dialogo necessaria.

E’ lo stesso metodo che ha permesso di sbloccare, dopo tanti anni, la partita del nuovo Ospedale a Padova Est, mantenendo alcune sue funzioni importanti in centro, esattamente come abbiamo deciso di fare con la Questura, che si sposta alla Stanga, ma mantiene un Commissariato in riviera Ruzante.

Oggi posiamo idealmente una pietra importante della Padova di domani. Per questo ho voluto presenti qui tutti voi, perché questi progetti sono di tutta la città, e vanno al di là dell’amministrazione in carica. C’è, ci deve essere, al di là di chi di noi è chiamato a guidare la città, una idea comune sul futuro, che permetta di definire gli assi strategici della Padova di domani e questo è ancora più urgente e necessario oggi, che ripartiamo dopo la pandemia, anche alla luce delle ingenti risorse di cui il nostro territorio potrà beneficiare.

Grazie per il risultato che avete contribuito a raggiungere, abbiamo tutti una grande responsabilità per il futuro della nostra città. Ricordiamolo sempre“.

Sergio Giordani

(Padovanet – rete civica del Comune di Padova)

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