NUOVO SEQUESTRO DELLA GDF AL CENTRO INGROSSO CINA

BERTIN (ASCOM CONFCOMMERCIO): “ GRAZIE ALLE FIAMME GIALLE PER L’IMPEGNO, MA MI CHIEDO: PERCHE’ IL CENTRO, VISTE LE REITERATE INFRAZIONI, NON VIENE CHIUSO?”

Ancora Centro Ingrosso Cina, ancora sequestri della Guardia di Finanza.
Questa volta si tratta di complementi di arredo per uffici e negozi privi delle indicazioni previste dal Codice del consumo ai fini della valutazione e della prevenzione dei rischi derivanti dal loro utilizzo, a dimostrazione che la contraffazione non conosce limiti.
“Purtroppo – commenta il presidente dell’Ascom Confcommercio di Padova, Patrizio Bertin – i 500mila articoli sequestrati (vetrinette per esposizioni, espositori di monili, manichini, blister, organizer, ecc.) nonostante l’abnegazione della GdF, sono pur sempre la punta di un iceberg che minaccia seriamente il commercio legale”.
Il  beni sequestrati, come troppo spesso avviene, erano stati importati dalla Cina, sdoganati in altri Paesi dell’Unione Europea, quali Paesi Bassi e Spagna, e successivamente distribuiti sul territorio nazionale, dove sono arrivati via gomma.
“Mentre mi complimento con le Fiamme Gialle che ringrazio – conclude Bertin – non posso non chiedere perché mai al Centro Ingrosso Cina non vengano apposti i sigilli. Ad un bar che non rispetta le norme viene prima imposto uno stop di 5 giorni e poi, in caso di recidiva, di un mese. Qui la recidiva è vecchia di anni ma di chiusure non se ne parla”.

Padova 16 giugno 2021

(Ascom Padova)

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