Sfalci e potature, il Ministero conferma l’interpretazione di Coldiretti

Sfalci e potature, finalmente una circolare del Ministero della transizione ecologica, dello scorso 14 maggio, fornisce alcuni chiarimenti in materia di rifiuti dopo il recente “restyling” apportato al testo unico ambientale e conferma le interpretazioni di Coldiretti a favore degli imprenditori agricoli. Continueremo pertanto a vigilare sulla corretta applicazione della normativa.

La circolare fornisce alcuni chiarimenti specifici sui residui della manutenzione del verde e, in particolare, in materia di esclusioni dall’ambito dei rifiuti, sull’applicabilità delle disposizioni in materia di sottoprodotti e sugli adempimenti derivanti dalle attività di manutenzione del verde pubblico e privato.

Il decreto legislativo 116/2020 ha circoscritto il regime dell’esclusione agli sfalci e alle potature correlati alle attività agricole, alla silvicoltura o utilizzati per la produzione di energia da tale biomassa, mediante processi o metodi che non danneggino l’ambiente né mettano in pericolo la salute umana.

La circolare precisa che l’ambito di esclusione dalla materia dei rifiuti riguarda esclusivamente quei rifiuti che derivano da buone pratiche agricole colturali e che sono costituiti da paglia e altro materiale agricolo o forestale naturale non pericoloso, che siano riutilizzati in agricoltura o in silvicoltura o per la produzione di energia da biomassa, anche al di fuori del luogo di produzione ovvero con cessione a terzi. L’impiego di tali materiali deve sempre avvenire in processi che non arrecano danni all’ambiente o mettono in pericolo la salute umana.

Quando, invece, la materia sia comunque da qualificare come rifiuto, la circolare distingue sulla base dell’attività che ha prodotto il rifiuto:

– Manutenzione del verde pubblico: i residui sono classificati come urbani;

– Manutenzione del verde privato: i residui sono classificati come speciali;

– Manutenzione del verde privato “fai da te”: i rifiuti sono classificati come urbani.

Si tratta di soluzioni già ampiamente anticipate da Coldiretti che ha fornito le prime interpretazioni sugli articoli citati nell’immediata pubblicazione del decreto legislativo 116/2020 in gazzetta ufficiale. Si dà atto, inoltre, della chiusura della procedura di infrazione avviata dalla Commissione europea nei confronti dell’Italia a causa della errata modalità di recepimento della direttiva in materia di rifiuti, senza limitare l’ambito di applicazione delle esclusioni. La soluzione appare in linea con la più recente normativa europea che, in conformità ai principi di economia circolare, intende incentivare la prevenzione quale momento prioritario nel modello gerarchico dei rifiuti. Si tratta, cioè, di considerare i vantaggi che da un modello di agricoltura sostenibile derivano all’ambiente anche attraverso l’impiego di sfalci e potature ottenuti dalla manutenzione del verde pubblico anche alla luce dei più recenti criteri ambientali minimi formulati per il servizio di manutenzione del verde pubblico e la fornitura dei prodotti per la cura del verde che impegnano le amministrazioni pubbliche ad avvalersi di personale competente (c.d. manutentore del verde) specializzato nelle migliori tecniche colturali a tutela del verde, dell’ambiente e della salute delle persone.

(Coldiretti Padova)

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