Allo studio test salivare portatile, risultato in mezz’ora

Un test portatile ed economico per diagnosticare Covid-19 dalla saliva, con velocità e accuratezza “paragonabile o superiore” a quella dei sistemi utilizzati oggi. L’esame, ancora sperimentale e descritto su ‘Nature Communications’, si chiama Spot e promette di rilevare “in meno di 30 minuti” anche solo “una particella virale in una goccia da 1 microlitro”. A sviluppare la metodica è stato un gruppo di scienziati guidati da Huimin Zhao, professore di ingegneria chimica e biomolecolare dell’università dell’Illinois di Urbana-Champaign.  

“Abbiamo sviluppato un saggio rapido, altamente sensibile e accurato, e un dispositivo portatile alimentato a batteria che può essere utilizzato ovunque e in qualsiasi momento”, spiega Zhao. Molti componenti del device possono essere stampati in 3D e i ricercatori stimano che il dispositivo, sebbene sia ancora un prototipo, possa costare meno di 78 dollari. Un prezzo a cui andrebbe aggiunto quello di reagenti e altri materiali necessari per i test, calcolati in 6-7 euro a esame. Il nuovo test “può essere utilizzato da chiunque abbia una formazione minima e sia attento durante il caricamento dei campioni”, dice Zhao.  

Il team ha sperimentato Spot su 104 campioni di saliva, osservando che identificava accuratamente 28 dei 30 campioni positivi alla presenza di Sars-CoV-2 e 73 dei 74 campioni negativi al coronavirus pandemico. “Sulla base dei dati riportati in letteratura, l’accuratezza del nostro test è paragonabile o migliore rispetto a quella di altri”, afferma Zhao. Provato anche su campioni contenenti altri virus oltre a Sars-CoV-2, l’analisi è riuscita a identificare comunque con accuratezza il patogeno di Covid-19.  

La messa a punto del nuovo test è stata possibile grazie alla scoperta, nel laboratorio di Zhao, di un sistema per produrre enzimi programmabili in modo da riconoscere e scindere geni specifici di un organismo. Nel dispositivo sviluppato dall’équipe americana, questi enzimi trasportano un sistema che contrassegna i geni virali di interesse con un colorante. Una volta trovati i geni bersaglio, l’enzima li scinde e il colorante diventa fluorescente, indicando così la positività al virus cercato.  

La nuova tecnologia elimina il processo di riscaldamento e raffreddamento dei campioni, richiesto invece da molti test attualmente in uso. Inoltre, può rilevare anche più geni in un unico campione, aumentando ulteriormente l’accuratezza e abbattendo il rischio di errori.  

“Siamo interessati a esplorare questa tecnologia per il rilevamento di altre malattie”, evidenzia Zhao. “Un vantaggio chiave di questa tecnologia – conclude – è la sua capacità, in linea di principio, di rilevare molti virus contemporaneamente utilizzando lo stesso dispositivo”.  

(Adnkronos – Salute)

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