PANDEMIA: IL REDDITO DEGLI AUTONOMI GARANTITO AL 20%

L’UFFICIO STUDI DI CONFCOMMERCIO CONFERMA: DURANTE LA PANDEMIA IL REDDITO DEGLI AUTONOMI GARANTITO SOLO IN UNA RISICATA PERCENTUALE DEL 20%. MALE ANCHE I DIPENDENTI PRIVATI (55%).
PER CONTRO DIPENDENTI PUBBLICI AL 95% E PENSIONATI AL 90%

Non che la cosa lo abbia sorpreso più di tanto.
“Era alquanto evidente che i lavoratori autonomi, le partite Iva, i commercianti e gli artigiani fossero i più colpiti dalla pandemia, ma scoprire il divario che c’è tra “garantiti” e “non garantiti”, un po’ di rabbia la fa salire”.
Il presidente dell’Ascom Confcommercio di Padova, Patrizio Bertin, guarda al dato diffuso dall’Ufficio Studi Confcommercio su dati dell’Osservatorio Confcommercio-Censis sulle risorse economiche delle famiglie e non può nascondere il proprio disappunto.
“Le differenze sono nell’ordine delle cose quando le stesse sono contenute nei limiti della decenza – continua Bertin – quando invece sono macroscopiche allora il problema della giustizia diventa prioritario”.
Disarmante il confronto: rispetto ai dipendenti pubblici che hanno avuto il loro reddito confermato nel 95% dei casi (stessa percentuale dei disoccupati, ma a cifre ben diverse), c’è solo la categoria dei pensionati che “si difende” con un 90% non disprezzabile.
Male invece i dipendenti del settore privato che non vanno oltre la percentuale del 55% e malissimo gli indipendenti che raggiungono a malapena il 20%.
“E’ la risposta più evidente – conclude Bertin – a chi, in tutti questi mesi, ha continuato a chiederci perché scendevamo in piazza, perché insistevamo sulle riaperture, perché chiedevamo di poter riprendere il nostro lavoro e quello dei nostri dipendenti”.

PADOVA 17 MAGGIO 2021

(Ascom Padova)

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