Al via la prima ricerca scientifica sugli effetti di Covid-19 per subacquei e apneisti

Al via, nella piscina più profonda del mondo, la prima ricerca scientifica sugli effetti da Covid-19 su subacquei e apneisti. L’obiettivo è quello di valutare quale e quanto sia il rischio effettivo di un ritorno alle attività subacquee per coloro che hanno contratto il virus, con un progetto promosso da Dan Europe (Divers Alert Network), Y-40 The deep joy con il programma Open Lab, Apnea Academy di Umberto Pelizzari, con il coinvolgimento dell’Università di Padova e dell’Ifc-Cnr di Milano. 

In questo lungo anno di pandemia, si è osservato che i guariti da Covid-19 potrebbero presentare, nel lungo periodo, lesioni all’apparato polmonare e cardiovascolare, così come era già accaduto per i sopravvissuti alla Sars e alla Mers, malattie respiratorie con sintomi analoghi alla patologia causata da Sars-Cov-2. Alcuni di questi danni possono guarire gradualmente fino a scomparire, ma in alcuni pazienti possono provocare una condizione di insufficienza respiratoria cronica. Condizioni e disturbi che potrebbero rappresentare un rischio per la pratica delle immersioni, con le bombole o in apnea.  

Attualmente esistono linee di guida e indicazioni emanate su indicazione di specialisti dall’European Commitee for Hyperbaric Medicine (Echm) e dalla Società italiana di medicina subacquea (Sims), ma mancano studi scientifici e dati oggettivi a supportarle. Così una serie di esperti in materia, capitanati da Alessandro Marroni, fondatore Dan Europe Foundation e specialista in Medicina subacquea e iperbarica, e da Danilo Cialoni, ricercatore Dan Europe, ha deciso di condurre delle indagini per cercare di capire come e quanto sia possibile un ritorno alle immersioni per coloro che hanno contratto il virus. 

La cardiomiopatia da Covid-19, un sintomo secondario che potrebbe non destare particolare interesse durante la fase acuta della malattia, potrebbe rappresentare un fattore aggiuntivo importante e invalidante ai fini della ripresa delle attività subacquee.  

Per la ricerca sono stati selezionati 60 volontari, tra subacquei e apneisti, che hanno contratto e superato Covid-19 e ora vogliono tornare sott’acqua. I test, cominciati a maggio, si svolgono presso la piscina con acqua termale Y-40 The Deep Joy (la più profonda al mondo, 42 metri) a Montegrotto Terme (Padova) e termineranno a fine luglio. I primi risultati arriveranno entro il prossimo autunno: saranno la base per mettere a punto delle linee guida per il ritorno in acqua, in sicurezza, di subacquei e apneisti dopo Covid-19.  

“Il nostro corpo si adatta all’immersione in modo meraviglioso, e quindi il nostro studio – spiega Cialoni – prevede analisi prima e dopo l’immersione ma anche durante, grazie alla possibilità di svolgere prelievi, ecografie polmonari e cardiache sott’acqua”. “Durante le ricerche sugli effetti di Covid-19, su subacquei ed apneisti, abbiamo iniziato ad utilizzare un nuovo strumento di telemedicina, ‘Dive Sense’, in grado di monitorare i parametri vitali del subacqueo in immersione in tempo reale”, sottolinea Marroni. 

I test medici saranno eseguiti nei trenta minuti prima dell’immersione (che avverrà a 10/20/30 metri a seconda del livello di certificazione), subito dopo l’uscita dall’acqua e come follow-up a 30/60/90 minuti dopo la discesa. Tutti i soggetti coinvolti, quindi sia il medico che effettuerà i prelievi durante l’immersione che i partecipanti stessi, scenderanno assistiti in totale sicurezza dal personale specializzato di Dan Europe.  

(Adnkronos – Salute)

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