SINDACI DEI COLLI EUGANEI DIFENDONO IN UNO SPOT IL SERPRINO. COLDIRETTI VENETO: ALTRO ESEMPIO DI BUONA AMMINISTRAZIONE

SINDACI DEI COLLI EUGANEI DIFENDONO IN UNO SPOT IL SERPRINO. COLDIRETTI VENETO: ALTRO ESEMPIO DI BUONA AMMINISTRAZIONE

I SINDACI DEI COMUNI DEI COLLI EUGANEI DIFENDONO IL SERPRINO

IMPAZZA SUI SOCIAL IL VIDEO “E’ MIO”

COLDIRETTI VENETO: VINCE IL BUON SENSO DEI PRIMI CITTADINI

 

Qui i collegamenti al video:

su Facebook: https://www.facebook.com/vinidoc.euganei/posts/2801440316774144

su YouTube: https://youtu.be/L51Jb8VhaRc

 

13 maggio 2021 – “Dai Sindaci dei comuni dei Colli Euganei un altro esempio di buona amministrazione”. Coldiretti Veneto accoglie così il video realizzato con i primi cittadini dell’area di produzione del “Serprino” vino nel mirino di un decreto ministeriale che apre la possibilità di usare lo stesso nome per tutti gli spumanti da uva Glera prodotti ovunque in Italia. Il filmato già virale si rifà ad uno spot degli anni ’90: in un’aula scolastica uno alla volta, con la fascia tricolore,  tutti gli amministratori si alzano in piedi ed esclamano “E’ mio!” per ribadire che il Serprino è il vino dei Colli Euganei e non si tocca. L’iniziativa è destinata a richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica sullo scippo di una identità locale, menzione tradizionale di un territorio che come tale deve rimanere riservata a questa Denominazione senza aprirne l’uso ad inutili speculazioni che da troppo tempo danneggiano i produttori. Le settimane scorse Coldiretti Veneto aveva lanciato un appello alla Regione, colto dall’Assessore regionale all’agricoltura Federico Caner, affinché il nome Serprino sia tutelato e riservato ad un’area circoscritta di 500 ettari per una produzione di più di 700mila bottiglie.

Nella conferenza Stato Regioni il ruolo della rappresentanza politica veneta sarà determinante – commenta Coldiretti – per evitare che l’utilizzo  improprio di questa definizione svilisca e snaturi un prodotto da sempre patrimonio del territorio Euganeo.

Coldiretti è certa che la Regione del Veneto farà sentire il suo peso anche su un aspetto più generale che caratterizza il provvedimento in discussione dato che la formulazione proposta dall’art.6 è particolarmente critica in quanto consentirebbe non solo al vitigno “Serprino” ma anche ad altre varietà di essere riportate in etichetta di una generica tipologia “rosso” o “bianco”, nonostante tali varietà siano state oggetto di specifiche previsioni restrittive nei disciplinari degli enti consortili. Queste e altre decisioni come ad esempio anche la concessione indiscriminata dell’impiego di recipienti alternativi al vetro come plastica, lattine, tetrapak, non possono essere  consentite senza la valutazione degli enti consortili preposti.

Il lavoro fatto in questi anni conclude Coldiretti – che ha portato il Veneto a produrre il 75% del vino, come Doc o Docg, è opportuno che venga governato dalle scelte delle imprese e non lasciato ad automatismi che sotto la veste dell’efficienza introducono semplicemente la banalizzazione della tipicità locale.

(Coldiretti Padova)

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