Quando il conflitto fra israeliani e palestinesi è solo per fiction…


Da ‘Fauda’ a ‘Quando gli eroi volano’, da ‘Omar’ e ‘Valzer con Bashir’ a ‘The Honourable Woman’
Roma, 14 mag. In Italia, ‘Kaos’ è il titolo di un film firmato dai fratelli Taviani che prende il nome dalla omonima contrada di Agrigento dove nacque Luigi Pirandello, di cui la pellicola narrava tre sue novelle. Ma ‘caos’ è anche la traduzione dell’arabo ‘Fauda’, titolo scelto per una fiction di Netflix sul conflitto arabo-israeliano, quanto mai tornato purtroppo oggi d’attualità, con i cieli di Gerusalemme e di Gaza drammaticamente rischiarati da razzi e bombe che si scambiano Hamas e il governo di Tel Aviv, portando distruzione e morte.
La serie tv israeliana è datata 2016 ed è fra quelle che hanno riscosso più successo di pubblico e di critica. Al centro dell’azione sono una unità speciale dell’esercito israeliano che opera a Gaza con i militari travestiti da civili palestinesi e un gruppo di terroristi di Hamas. Il ‘merito’ riconosciuto a ‘Fauda’ è quello di non schierarsi: ebrei e arabi, israeliani e palestinesi, tutti si riconoscono nei rispettivi personaggi e nelle loro decisioni e azioni, per cui Israele combatte per difendere legittimamente il suo Stato e Hamas lotta per rivendicare il diritto dei palestinesi ad avere uno Stato.
Sempre in casa Netflix, più recente è ‘Quando gli eroi volano’, serie televisiva israeliana del 2019 basata sull’omonimo libro di Amir Gutfreund, che si è anche aggiudicata il premio quale miglior serie tv alla prima edizione di ‘Canneseries’. La trama segue un gruppo di ex soldati israeliani in viaggio nel Sud America per trovare un’amica che si riteneva già morta, ma l’attenzione si focalizza sui traumi che le guerre combattute dagli israeliani contro arabi e palestinesi hanno loro causato, per una sorta di effetto post-Vietnam in salsa mediorientale.
E’ invece di produzione palestinese il film ‘Omar’ scritto e diretto da Hany Abu-Assad e presentato in anteprima mondiale al Festival di Cannes nel 2013, dove ha vinto il premio della giuria nella sezione ‘Un Certain Regard’ e ricevendo anche una candidatura all’Oscar come miglior film in lingua straniera.
La pellicola è ambientata in Cisgiordania, dove le milizie israeliane hanno costruito una barriera di separazione per proteggere la popolazione ebraica dai terroristi palestinesi, che il protagonista Omar giovane fornaio supera di nascosto ogni giorno per incontrare i suoi amici di infanzia e per corteggiare una ragazza di cui è segretamente innamorato.
Il tutto incorniciato dal sogno di liberare la Palestina dall’occupazione israeliana, fino a organizzare un agguato notturno da parte dei tre ragazzi al centro di controllo, durante il quale viene ucciso un soldato israeliano. Omar, catturato e torturato dalla polizia, non confessa la sua colpevolezza e non rivela chi ha ucciso il soldato. Da qui e dal suo rilascio parte la serie di trame e di inganni che travolgerà la sua vita.
Non manca all’appello un film d’animazione: ‘Valzer con Bashir’ del 2008, opera firmata dal regista Ari Folman e focalizzata sul massacro di Sabra e Chatila nel 1982 in Libano, nei pressi di Beirut, sulla base di partenza degli incubi di cui soffre lo stesso regista, ex-militare israeliano, dopo aver ascoltato la testimonianza di un suo compagno d’armi scosso dalle uccisioni compiute nei campi profughi palestinesi.
Con lo sguardo proteso più al futuro che al passato, si può segnalare su Sky la produzione Bbc ‘The Honourable Woman – Di chi ti puoi fidare?’ protagonista Maggie Gyllenhaal nel ruolo di una donna anglo-israeliana che alla morte del padre, sionista e imprenditore di una fabbrica di armi, decide di riconvertire l’industria in un progetto pacifista.

(Adnkronos)

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