“Giù le mani dal Serprino”, scendono in campo i sindaci con il video “E’ mio”

“Giù le mani dal Serprino”, scendono in campo i sindaci con il video “E’ mio”

Già nei mesi scorsi Coldiretti aveva sollevato la questione del rischio “scippo” per il Serprino e sollecitato un intervento della Conferenza Stato Regioni per difendere il vino bandiera del nostro territorio. La proposta di modifica del decreto sull’etichettatura, sul tavolo del Ministero dell’Agricoltura, apre infatti la possibilità di utilizzo del nome “Serprino” a tutti gli spumanti da uva Glera ovunque prodotti in Italia.

Ora i sindaci dei Colli Euganei si schierano con il Consorzio Vini Colli Euganei per questo simpatico video che richiama un fortunato spot anni Novanta. I sindaci si alzano in piedi ed esclamano “E’ mio!” per ribadire che il Serprino è il vino dei Colli Euganei e non si tocca. Il video ha già iniziato a girare sui social tra produttori, consumatori e cittadini e c’è da scommettere che contribuirà a ravvivare, non solo sui social, l’attenzione nei confronti di un’eccellenza della viticoltura padovana. (leggi il comunicato stampa del Consorzio Vini Colli Euganei)

GUARDA QUI IL VIDEO REALIZZATO DAL CONSORZIO VINI COLLI EUGANEI 

Il Serprino è innanzi tutto una menzione tradizionale per i Colli Euganei – ricorda Coldiretti Padova – e come tale deve rimanere, riservata a questa Denominazione senza aprirne l’uso ad inutili speculazioni che da troppo tempo danneggiano i produttori. Le settimane scorse Coldiretti aveva lanciato un appello alla Regione, colto dall’assessore all’agricoltura Caner, affinché il nome Serprino sia tutelato e riservato ad un’area circoscritta di 500 ettari per una produzione di più di 700mila bottiglie.

Nella conferenza Stato Regioni il ruolo della rappresentanza politica veneta sarà determinante – commenta Coldiretti Padova – per evitare che l’uso improprio di questa definizione svilisca e snaturi un prodotto da sempre patrimonio del territorio Euganeo.

Coldiretti è certa che la Regione del Veneto farà sentire il suo peso anche su un aspetto più generale che caratterizza il provvedimento in discussione dato che la formulazione proposta dall’art.6 è particolarmente critica in quanto consentirebbe non solo al vitigno “Serprino” ma anche ad altre varietà di essere riportate in etichetta di una generica tipologia “rosso” o “bianco”, nonostante tali varietà siano state oggetto di specifiche previsioni restrittive nei disciplinari degli enti consortili. Queste e altre decisioni come ad esempio anche la concessione indiscriminata dell’uso di recipienti alternativi al vetro come plastica, lattine, tetrapak, non possono essere  consentite senza la valutazione degli enti consortili preposti. 

Il lavoro fatto in questi anni conclude Coldiretti – che ha portato il Veneto a produrre il 75% del vino, come Doc o Docg, è opportuno che venga governato dalle scelte delle imprese e non lasciato ad automatismi che sotto la veste dell’efficienza introducono semplicemente la banalizzazione dell’identità locale.

(Coldiretti Padova)

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