TEMPO DI CILIEGIE. IL VENETO, CULLA DELLA BIODIVERSITA’ CERASICOLA. COLDIRETTI:”ATTENZIONE ALL’ETICHETTA”

TEMPO DI CILIEGIE. IL VENETO, CULLA DELLA BIODIVERSITA’ CERASICOLA. COLDIRETTI:”ATTENZIONE ALL’ETICHETTA”

TEMPO DI CILIEGIE. IL VENETO, CULLA DELLA BIODIVERSITA’ CERASICOLA

COLDIRETTI:”ATTENZIONE ALL’ETICHETTA”

 

11 maggio 2021 – A Marostica nel vicentino a Maser nel trevigiano e sulle colline veronesi si contano i giorni per la raccolta delle ciliegie. Nella culla della biodiversità cerasicola veneta si coltivano le varietà tipiche della produzione del frutto tra i più amati dai consumatori. Quest’anno – commenta Coldiretti Veneto –  gli agricoltori devono tener conto degli effetti del maltempo: grandine, gelo ed eventi atmosferici straordinari hanno condannato le gemme e compromesso le fasi vegetative delle piante. E’ stato così anche per albicocche, pesche, pere e kiwi e gran parte della frutta veneta: solo con la gelata tra marzo e aprile le perdite per il comparto calcolate da Coldiretti Veneto ammontano a 183milioni di euro. Per questo sono necessari – commenta Coldiretti Veneto – interventi urgenti di sostegno alle imprese agricole che hanno perso un intero anno di lavoro ma anche di rafforzare i controlli alle importazioni per evitare che prodotti stranieri diventino magicamente italiani e di sostenere il consumo di prodotti Made in Italy facendo attenzione alle etichette di origine obbligatorie per legge. Nel 2020 l’Italia – rileva la Coldiretti – ha importato oltre 14 milioni di chili di ciliegie di cui oltre la metà dalla Grecia e il resto dalla Spagna e dalla Turchia e per questo il consiglio è di vigilare sulle indicazioni di provenienza leggendo bene i cartelli sugli scaffali dove deve essere indicata la provenienza obbligatoriamente.

Nei prossimi mesi – sottolinea la Coldiretti – sarà possibile consumare ciliegie nostrane con la raccolta che è già iniziata in Puglia per poi risalire lungo lo stivale con le produzioni di Vignola, a seguire il Veneto, fino alle raccolte più tardive di fine luglio nelle vallate del Trentino Alto Adige. L’Italia – continua la Coldiretti – è il principale produttore dell’Unione Europea con quasi 30mila ettari coltivati situati per il 62% in Puglia, seguita da Campania, Emilia-Romagna, Veneto e Lazio.

Le ciliegie – continua la Coldiretti – grazie al loro sapore dolce e intenso, ottengono grande successo sia da parte degli adulti che dei bambini ma possiedono anche proprietà benefiche per l’organismo prima fra tutte quella antinvecchiamento poiché contengono moltissimi flavonoidi (polifenoli), sostanze antiossidanti che contrastano i radicali liberi, rallentano il processo di invecchiamento cellulare. I flavonoidi presenti, specialmente gli antociani, le rendono peraltro un ottimo rimedio antidolorifico, con effetto simile a quella dell’aspirina, ma senza gli effetti collaterali di questa.

Le ciliegie sono uno dei frutti con meno calorie – aggiunge Coldiretti – e contengono vitamina A, vitamina C e vitamine del gruppo B. Sono inoltre una fonte da non sottovalutare di sali minerali, come ferro, calcio, magnesio, potassio e zolfo. Presentano, inoltre, oligoelementi importanti, con particolare riferimento a rame, zinco, manganese e cobalto. Le ciliegie contengono infine melatonina, un ormone che favorisce il sonno in condizioni quanto più fisiologiche possibili. Studi avviati nell’ambito dell’Università del Texas Health Sciences Center a San Antonio attestano che il consumo di questi frutti – conclude la Coldiretti – aiuta infatti a contrastare attivamente l’Insonnia.

(Coldiretti Padova)

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